Radical Face – The Family Tree: The Leaves (Nettwerk Music Group / Bertus)
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Dopo cinque anni si chiude la trilogia ideata da Ben Cooper che racconta – con una molteplicità di punti di vista – la storia di un’immaginaria famiglia negli USA dell’800, i Northcotes. Nel primo capitolo, The Roots, erano usati solo strumenti acustici che esistevano all’epoca e lo stile delle liriche ricalca il racconto orale; i testi di The Branches, invece, erano in forma di lettere relative agli anni della Seconda Rivoluzione Industriale: per questo il filologico Cooper si permetteva qualche tocco di elettricità nelle musiche. Elettricità che torna anche in questo terzo capitolo, dominato comunque da sonorità folk disegnate in toto dal polistrumentista titolare del disco, con l’aiuto di Josh Lee agli archi.
Il periodo storico di The Leaves vede il passaggio tra fotografia e immagini in movimento: una magia per l’epoca, un fenomeno allora sbalorditivo che si lega bene al senso del soprannaturale in filigrana nei testi – la traccia di apertura, Secrets (Cellar Doors), ci riporta ai temi del concept Ghost del 2007 – che diventano più allusivi e complessi. Con The Leaves la narrazione si fa più ambiziosa, talvolta solenne, a tratti (vedi Midnight e Bad Blood) epica; ma non mancano episodi più delicati e intimi (Everything Costs e la strumentale Photograph), e la voglia di sperimentare con ritmo e accenti come nel singolo The Road to Nowhere.
Recensione pubblicata originariamente sul numero di marzo 2016 de Il Mucchio Selvaggio
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