dialetto palermitano

Dagli archivi: Alessio Bondì – Sfardo

Alessio Bondì – Sfardo (Malintenti Dischi / 800A Records)

7,5

L’esordio di Alessio Bondì comincia con una giocosa filastrocca che pare venire da epoche antiche: però quando il musicista palermitano rassicura il bambino a cui “Di cu si” è rivolta cantando che se batte le mani “veni puru spaidermè”, il tempo fa una capriola in avanti, il vecchio diventa il nuovo e anche noi ascoltatori veniamo sorpresi da un risolino di pura gioia. Ecco, Sfardo è un disco che fa bene, anche nei momenti più lirici e dolenti che pure ci sono: del resto il titolo vuol dire “strappo” in palermitano, la lingua delle dodici tracce dell’album.

Sebbene il libretto riporti accuratamente la traduzione dei testi (con note!), non è indispensabile conoscere il dialetto per godere del disco: per Bondì la lingua dev’essere usata con la stessa accortezza riservata ai suoni che sono tanti, ma mai fini a se stessi. Sfardo rende struggenti sogni angoscianti (“In funn’o mare”) e dà credibilità e senso comico a una situazione da Fred Buscaglione in trasferta alla “Vucciria” usando intelligentemente i generi: la quasi psichedelia di “Un pisci rintr’a to panza”, i numerosi richiami alla musica brasiliana e portoghese, così come gli ovvi rimandi al folk, non sono mai semplici sostegni o imitazioni. Insieme alla lingua, sono i mezzi necessari, gli unici vestiti possibili per canzoni che vi sembrerà di conoscere da quando eravate piccoli.

Recensione pubblicata originariamente sul numero di giugno 2015 de Il Mucchio Selvaggio

Di |2025-12-23T15:37:44+01:007 Aprile 2025|Categorie: I'm Happy Just To Dance With You, Tomorrow Never Knows|Tag: , , , , , |Commenti disabilitati su Dagli archivi: Alessio Bondì – Sfardo
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