Such a perfect death
Quando, qualche mese fa, è uscita la notizia che Lou Reed e i Metallica stavano incidendo un album insieme, sono stato tra i pochi a non reagire così.
Mi sono detto “Aspettiamo, stiamo a vedere, metti che.” Perché? Perché ho fiducia nelle persone. Perché spero che i Metallica tornino a fare un album buono dopo vent’anni. Sì, la linea tra l’essere fiducioso e fesso è sottile, lo so.
Nel frattempo qualcuno si è fatto delle domande (come “Ma santiddio, perché, perché?”), ha avanzato ipotesi (“Sono impazziti tutti”), si è chiesto che accidenti avrebbero fatto insieme quei cinque. Pensa, parla, ipotizza e il tempo passa.
Passa fino a che escono i primi trenta secondi di “The View”, la seconda traccia di Lulu, un disco che trae la sua origine da alcune composizioni che Lou Reed ha scritto per le rappresentazioni di due testi teatrali di Wedekind.
Ecco, ora sono triste e preoccupato anche io.

Otto anni fa
Ora, la mia domanda è: perché? Va bene che stiamo andando – dicono – verso un futuro completamente digitale, con kindle, tablet, ebook e altre cose, ma tutti abbiamo bisogno di stampare qualcosa. Mica dico una riproduzione in scala 1:2 dell’affresco della Scuola di Atene di Raffaello, eh.
Sabato mattina ha aperto i battenti l’Apple Store di Bologna. Da fuori il negozio è bellissimo: tre piani in un palazzo bianco dell’800 a cinquanta metri dalle Torri. Nella notte tra venerdì e sabato si sono accampati diversi ragazzi fuori dal negozio, per entrare per primi nello Store. Perché?, vi chiederete. Me lo sono chiesto anche io. C’era uno sconto speciale, regalavano dei computer, o anche delle chiavette USB? No. Ho scoperto sabato pomeriggio che regalavano, ai primi mille, una maglietta. Una t-shirt di cotone. Con la mela, certo.
Ieri, mentre andavo al lavoro-del-pomeriggio, sotto un sole cocente, lamentandomi per il caldo, mi sono detto, per consolarmi: “Ma quand’è, è vero, che vado in vacanza, al mare, per rinfrescarmi un po’? Quanti giorni mancano?”. Quando mi sono reso conto dell’orribile errore, mi sono pietrificato (e mi piace pensare che una goccia di sudore mi sia scivolata sulla tempia).
