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Dagli archivi: Black Sabbath, Unipol Arena, Casalecchio di Reno (BO) – 18 giugno 2014

 

Black Sabbath Bologna 2014Dopo l’annullamento della data di Milano, i Black Sabbath riempiono il Palasport di Casalecchio proponendo un live potente, dall’impatto visivo tutto sommato sobrio, ma efficace. C’è la musica e la presenza. E una scaletta che guarda al primo lustro di produzione della band, o poco più.

“I can’t fuckin’ hear you”, ripete infinite volte Ozzy Osbourne agli undicimila che affollano il palasport alle porte di Bologna: insieme a lui i fedeli Geezer Butler al basso e Tony Iommi alla chitarra, dietro il tecnicissimo e potente Tommy Klufetos, batterista tra gli altri anche di Rob Zombie e dello stesso Ozzy. Il leader di una delle band più influenti e importanti degli ultimi cinquant’anni o giù di lì cerca continuamente il coinvolgimento della folla, non sempre caldissima, per quanto estasiata di vedere tre quarti dei Black Sabbath suonare bene per un’ora e quaranta.

A partire da “Iron Man”, per finire con “Paranoid”, impressiona infatti vedere quanto la band regga la prova con il tempo. La scaletta percorre i primi titoli della discografia degli inglesi, scegliendo tra le ultime canzoni solo il primo singolo di 13, “God Is Dead”: un’anomalia, confrontando le setlist di questo tour. Ma è confermato, anche nell’unica data italiana, il trittico “Black Sabbath”, “Behind the Wall of Sleep” e “N.I.B.”: una triade che segna il picco assoluto del concerto, suonata benissimo e cantata bene.

Già, perché, se proprio vogliamo trovare un problema, sta nella voce di Ozzy, ovviamente, spesso non all’altezza (anche nel senso proprio di intonazione) delle prove degli altri tre, davvero eccellenti. D’altro canto, l’ex-macellaio di Birmingham non è mai stato un cantante vero, no? Fa quello che deve fare: compare vestito di nero mantello, che abbandona presto, introduce “Snowblind” (quella che fa cantare a tutti “Cocaine”) rassicurandoci che quelle cose non le fa più, agita le braccia (non proprio agilmente), abusa di f-words, ci dice che siamo i numeri uno. E ripete che non ci sente urlare abbastanza, appunto. Arriva quasi a essere minaccioso, verso la fine del live: ma quando parte “Children of the Grave”, non c’è bisogno che ci ordini che dobbiamo diventare matti. Lo diventiamo.

Un “Let’s go fuckin’ crazy” introduce anche “Paranoid”: no, a dire la verità la canzone, creata come riempitivo del secondo album e diventata il più grande successo della band, è preceduta dall’intro di “Sabbath Bloody Sabbath”. Come a dire: “Abbiamo un repertorio talmente vasto di grandi pezzi che possiamo farne ciò che vogliamo”. Chapeau.

Recensione pubblicata originariamente sul numero di luglio 2014 de Il Mucchio Selvaggio

Dagli archivi: Depeche Mode, Unipol Arena, Casalecchio di Reno (Bologna), 22 febbraio 2014

La band torna nel nostro Paese dopo le due date estive del luglio 2013: ecco quello che è accaduto nella terza e ultima serata italiana dell’European Winter Leg del tour di Delta Machine, a Bologna. Può bastare un grande nome, un frontman iconico e dei pezzi immortali per rendere un live indimenticabile?

Foto da Flickr @sybell3

Tre schermi con visual spesso di ottima qualità, file e file di luci, piattaforme e proiezioni: è imponente la scenografia del palco montato all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, appena fuori Bologna. Una delle venue indoor più capienti del Paese ospita i Depeche Mode per l’ultima data italiana del tour invernale di Delta Machine, dopo i concerti tenuti a Torino e Milano nei giorni immediatamente precedenti.

Il live è sold out, come il 99% delle date dei Depeche: più di undicimila persone sono pronte ad acclamare Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher, che salgono sul palco (insieme a Peter Gordeno e Christian Eigner) poco dopo le 21. L’inizio è dedicato all’ultimo album: “Welcome to My World” è una canzone che pare scritta anche come opener perfetto per il tour. Da quel momento in poi la scaletta (una ventina di tracce, uguali data dopo data in questa parte di tournée) è un mix calibratissimo di estratti dagli ultimi dischi e grandi classici, con una precisione matematica quasi prevedibile.

E forse la prevedibilità del set è uno dei punti dolenti del concerto bolognese della band: per quanto infatti i Depeche suonino bene (nonostante la pessima qualità del primo terzo di concerto) e concedano un paio di versioni alternative e remixate (“Halo” è notevole) non c’è un momento in cui si rimanga davvero sorpresi. Anche gli intermezzi acustici (“Slow” e “Blue Dress”) sono funzionali: lasciano il palco a Gore per fare riprendere fiato a Gahan, il vero protagonista della serata. Il frontman sfoggia anello con teschio e gilet nero d’ordinanza e, onore al merito, non si risparmia: suda copiosamente, struscia il pacco sull’asta del microfono, dirige il pubblico in cori infiniti su “Enjoy the Silence” e mostra tutto il repertorio da rockstar qual è.

Ma appunto è tutto come ci si aspetta, come se le quinte (nonostante la scenografia) fossero nascoste maldestramente e si percepisse il necessario lato “business” dello show a cui abbiamo assistito. I fan duri e puri dei Depeche non ce ne vogliano, ma ci aspettavamo qualcosa di più. O qualcosa di meno. Insomma, una sorpresa, che sia una, perché per quanto sia bello cantare insieme a migliaia di persone “Just Can’t Get Enough”, c’è un problema se si pensa che, a un certo punto, “enough is enough”.

Recensione pubblicata originariamente sul numero di aprile 2014 de Il Mucchio Selvaggio

Jimmy Villotti. Memorie di un musicista ambulante

Per me Jimmy Villotti era “Jimmy, ballando”, era il nome annunciato da Paolo Conte in Concerti, quando presenta la band, era un preciso suono di chitarra, era un nome che vedevo talvolta sui giornali e sui manifesti affissi in città, ma non era un volto, né una voce.

Fino a qualche mese fa, quando Massimo Sterpi (che conoscevo di nome e di vista per il lavoro fatto con l’Antoniano di Bologna) mi ha chiamato proponendomi di realizzare una lunga intervista con Jimmy, per raccontare la sua vita e il suo percorso artistico.

“Non sta bene di salute, purtroppo”, mi aveva anticipato Massimo, ma quando siamo andati a casa sua, se non fosse stato per le medicine sparse sul tavolo, non avrei detto che fosse malato. Stanco forse, anziano, senza dubbio, ma pieno di voglia di raccontare, di ricordare. “Se avessimo tenuto acceso un registratore”, ci siamo detti scherzando io e Massimo mentre uscivamo dal palazzo dove abitava Jimmy, “avremmo avuto già almeno una puntata”.

Era il 27 ottobre 2023: nel giro di due settimane abbiamo finito le registrazioni e, neanche un mese dopo l’ultimo “stop, buona”, Jimmy è morto. Credo che, tra tutte le persone che sono andate a salutarlo al funerale e lo conoscevano personalmente, io fossi quella che lo conosceva da meno tempo.

Mi sono reso conto, quindi, l’incredibile privilegio che ho avuto nel raccogliere, per l’ultima volta, la sua voce. Oltre a essere un privilegio raro, intervistare Jimmy Villotti è stata per me una delle esperienze professionali più intense che abbia mai vissuto.

Sin dal nostro primo incontro ho percepito quanto fosse non solo un artista di enorme levatura, ma anche una persona davvero speciale dal punto di vista umano. Nel podcast “Jimmy Villotti. Memorie di un musicista ambulante”, disponibile in versione audio e video, abbiamo cercato di fare emergere al meglio due dimensioni, quella personale e quella artistica di un uomo versatile, sensibile e intelligente come pochi altri nel panorama nazionale.

Oltre a ringraziare Massimo Sterpi e l’Antoniano, ringrazio anche Sergio Marzotti, che ha curato le riprese video, e Alessandro Renzetti, responsabile di produzione e postproduzione audio.

Dagli archivi: Bombino + Above the Tree & Drum Ensemble Du Beat, Locomotiv Club, Bologna, 13 febbraio 2014

Una serata all’insegna di musiche ancestrali e desertiche, dei loro mescolamenti e delle loro naturali proiezioni, quella di giovedì 13 febbraio al Locomotiv Club di Bologna: due set del musicista tuareg, uno acustico e uno elettrico, e la nuova incarnazione di Above the Tree per oltre due ore di musica di buonissima qualità.

Bombino live

“È molto bello suonare in Italia”, dice Omara Moctar e forse il ringraziamento sentito del musicista va oltre il cliché, visto che il nome d’arte Bombino è la storpiatura del nostro “bambino”: Omara in effetti ha un viso giovanissimo, luminoso e felice, che pare non soffra il caldo del club che ospita una delle date italiane del tour invernale di Nomad, uscito l’anno scorso per la Nonesuch.

Prima dei musicisti tuareg, però, c’è spazio per un support act di tutto rispetto: Marco Bernacchia, cioè Above the Tree, presenta il nuovo album Cave_Man insieme a Enrico “Mao” Bocchini e Edoardo Grisogani. Above the Tree & Drum Ensemble Du Beat affascina il pubblico mischiando con intelligenza percussioni “primitive”, suggestioni tribali, linee di elettronica e chitarra, risultando originale e personale, antico e modernissimo allo stesso tempo.

Non poteva esserci introduzione migliore ai set di Bombino: insieme ai suoi tre musicisti, Moctar sale sul palco per un raffinato live acustico che mostra subito la padronanza che il nostro ha del suo strumento. Una chitarra che, già nell’introduzione al secondo brano, scivola verso il blues: il concerto svela da subito il leit motiv della serata, banalissimo a parole, ma non nei fatti. E cioè che dobbiamo all’Africa la stragrande maggioranza della musica che ascoltiamo.

Se, infatti, il primo set è più tradizionale, quando gli strumenti (due chitarre, basso, batteria) vengono collegati agli amplificatori, veniamo trasportati in un vortice che si allontana e torna continuamente al Sahara, sporcandosi di reggae e garage e, talvolta, diventando quel misto di blues e rock che ha fatto andare in brodo di giuggiole Dan Auerbach, produttore di Nomad, da cui proviene una buona parte dei brani in scaletta. I pezzi, rispetto al disco, si allargano e viaggiano liberi, vanno da ritmi in battere a quelli in levare; la chitarra di Bombino chiacchiera, urla, sputa grappoli di note che vibrano tra la musica tradizionale tuareg e tutte le contaminazioni attuate e subite in secoli di storia e migrazioni.

Talvolta, forse, c’è troppa indulgenza in alcune code o passaggi, ma quando uno è bravissimo a suonare è facile perdonare che possa provare piacere e divertimento nell’ascoltarsi tanto quanto chi lo acclama sotto il palco.

Recensione pubblicata originariamente sul numero di marzo 2014 de Il Mucchio Selvaggio

Dagli archivi: Damo Suzuki: “Faccio la musica dell’oggi”

Il 18 gennaio 2008 Damo Suzuki si esibiva, con il suo progetto Damo Suzuki Network, al Locomotiv Club di Bologna. Quel pomeriggio ho avuto la possibilità di ospitarlo in Maps, la trasmissione musicale pomeridiana di Radio Città del Capo. In occasione della recente scomparsa del musicista, ho trascritto e tradotto l’intervista.

Ti conoscono tutti come il cantante dei Can, ma ormai sono passati 35 anni da quell’esperienza, quindi parliamo del presente, del Damo Suzuki Network. Di che si tratta?
Per lavoro viaggio in tanti Paesi del mondo e cerco volta per volta, nello spazio e nel tempo in cui sono, di creare qualcosa con i “sound carrier locali”. Sono musicisti, ma io li chiamo “sound carrier” [“portatori di suono”, ndr] perché “musicista” è una parola vecchia, perché negli ultimi venti-trent’anni tutto è cambiato nel panorama musicale e noise. Suono ovunque, incontro persone senza fare prove, faccio la musica dell’oggi. Funziona, non è mai noioso perché ogni giorno posso fare cose diverse e incontro persone dalle mentalità molto diverse tra loro. Insomma, il menù del giorno cambia sempre.

Si tratta di improvvisazioni?
Non proprio, non mi piace tanto quella parola. Sì, è una specie di improvvisazione, ma il termine è utilizzato soprattutto dai musicisti jazz, e nel jazz, anche quando si improvvisa, non si fa davvero musica sul momento. Perché comunque nel jazz ci sono strutture definite, i solisti… Ognuno di noi, invece, fa nello stesso momento cose diverse.

Cosa succede quando, suonando, accade qualcosa di talmente bello e particolare che ti va di ripeterlo?
Di solito non ripeto nulla perché ogni volta ho a che fare con musicisti diversi. E poi ripetere significa copiare se stessi: non è proprio cosa per me.

In quanti Paesi diversi sei stato con il tuo progetto e che musicisti hai incontrato?
Non tanti, forse 27 Paesi diversi, e ho suonato con musicisti di ogni tipo: free jazz, hip hop, bande di ottoni…

Com’è stato suonare con gli Zu?
Gli Zu hanno un’energia incredibile ed è la cosa che davvero mi piace di loro. Anche nei miei concerti c’è molta energia, la condivido con il pubblico e me ne torno a casa con una bella sensazione.

Ci sono artisti o dischi interessanti che hai ascoltato di recente?
È una domanda difficile, perché per me ogni sound carrier che suona con me è interessante.

I sound carrier sono molto orgogliosi di suonare con te…
E io lo sono di suonare con loro, perché è davvero speciale. Prima di cominciare a suonare non ci conosciamo di persona e poi comunichiamo con la musica, è molto bello. Per comunicare non mi serve imparare l’italiano, una lingua per molto difficile: con la musica comunico ovunque. Ed è anche un motivo per cui porto avanti questo progetto: voglio usare la musica come arma contro ogni tipo di violenza. In questo mondo c’è molta violenza perché le persone non comunicano tra loro e la musica permette di farlo anche meglio [che con le parole].

Ci hai parlato della diversità dei Paesi che visiti e dei musicisti con cui suoni, ma che mi dici del pubblico?
Ti faccio un esempio: lo scorso aprile [2007, ndr] ho suonato a Londra con un quartetto d’archi, con musicisti classici, in un posto dove almeno l’80 per cento del pubblico era composto da appassionati di classica. Per me è stata un’esperienza interessantissima e la reazione del pubblico è stata magnifica: c’è stata una standing ovation e abbiamo fatto due parti, la prima da due pezzi, per un totale di 45 minuti e la seconda con un pezzo solo da 77 minuti.

Intervista andata in onda originariamente in diretta su Radio Città del Capo di Bologna il 18 gennaio 2008

Mantenere la media

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Siamo tra Natale e Capodanno, ed ecco l’inutile e tradizionale elenco dei concerti a cui ho assistito nel 2016. Sono 86, esattamente come l’anno scorso, nonostante una pausa estiva dovuti a infortuni immobilizzanti.
Qualche dato aggregato, che non fa mai male. I concerti sono stati visti per lo più a Bologna, con due succose trasferte: una per il Primavera Sound di Barcellona e una per il SXSW di Austin. Il locale che ho frequentato di più è stato il Locomotiv Club di Bologna, la band che ho visto di più sono stati i C+C=Maxigross. Insomma, eccoli qua, in ordine cronologico, tutti e 86 tra festival, showcase, arene enormi e piccolissimi club.

The Winstons, Covo Club, Bologna, 9 gennaio
Shaloma Locomotiva Orchestra, Teatro San Leonardo, Bologna, 15 gennaio
Aucan, Godblesscomputers, TPO, Bologna, 23 gennaio
Jacco Gardner, C+C=Maxigross, Covo Club, Bologna, 6 febbraio
Kaos, Viruz, Locomotiv Club, Bologna, 13 febbraio
Extraliscio, Palazzo Pepoli, Bologna, 18 febbraio
Mulatu Astakte, Locomotiv Club, Bologna, 20 febbraio
Adriano Viterbini, Egle Sommacal, Locomotiv Club, Bologna, 21 febbraio
Toxic Love, Palazzo Pepoli, Bologna, 25 febbraio
Iacampo, Palazzo Pepoli, Bologna, 10 marzo
The Jon Spencer Blues Explosion, Elli de Mon, Locomotiv Club, Bologna, 10 marzo
Diamanda Galas, Teatro Manzoni, Bologna, 11 marzo
Girls Names, Latitude, Austin, 15 marzo
Declan McKenna, Latitude, Austin, 15 marzo
Oscar, Latitude, Austin, 15 marzo
Pauw, Cedar St. Courtyard, Austin, 16 marzo
Joan Thiele, Numero 28, Austin, 16 marzo
White Denim, Radio Day Stage, Austin, 16 marzo
Iggy Pop, Noveller, The Moody Theater, Austin, 16 marzo
Sunflower Bean, Radio Day Stage, Austin, 17 marzo
Eleanor Friedberger, Clive Bar, Austin, 17 marzo
Petite Noir, 800 Congress, Austin, 17 marzo
Jack Garratt, Radio Day Stage, Austin, 18 marzo
Chvrches, Radio Day Stage, Austin, 18 marzo
Bombino, Radio Day Stage, Austin, 18 marzo
Bob Moses, Bud Light Factory, Austin, 18 marzo
Wahid Allan Faqir, Russian House, Austin, 18 marzo
Xixa, Luck Lounge, Austin, 19 marzo
Birthh, The Townsend, Austin, 19 marzo
Cypress Hill, McGarrah Jessee Rooftop, 19 marzo
Godblesscomputers, Palazzo Pepoli, Bologna, 24 marzo
Iosonouncane, Trees of Mint, Locomotiv Club , Bologna, 2 aprile
Black Mountain, Motorhomes, Locomotiv Club, Bologna, 5 aprile
Claudio Simonetti’s Goblin, Locomotiv Club, Bologna, 7 aprile
I Cani, Felpa, Locomotiv Club, Bologna, 13 aprile
C+C=Maxigross, Miles Cooper Seaton, Palazzo Pepoli, Bologna, 14 aprile
Protomartyr, Heathens, Covo Club, Bologna, 15 aprile
Des Moines, Zoo, Bologna, 17 aprile
Cesare Basile, Palazzo Pepoli, Bologna, 21 aprile
Nonkeen, Andrea Belfi, Teatro Antoniano, Bologna, 27 aprile
Kairos, Palazzo Pepoli, Bologna, 28 aprile
Teho Teardo, Blixa Bargeld, Locomotiv Club, Bologna, 5 maggio
Sophia, Covo Club, Bologna, 6 maggio
Motta, Locomotiv Club, 7 maggio
Birthh, Krano, Mikasa, Bologna, 19 maggio
Goat, Primavera Sound, Barcellona, 1 giugno
Suede, Primavera Sound, Barcellona, 1 giugno
Alessandro Cortini, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
Andy Shauf, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
Car Seat Headrest, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
C+C=Maxigross, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
Floating Points, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
John Carpenter, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
LCD Soundsystem, Primavera Sound, Barcellona, 2 giugno
Ben Watt, Primavera Sound, Barcellona, 3 giugno
Selda Bağcan & Boom Bap, Primavera Sound, Barcellona, 3 giugno
Radiohead, Primavera Sound, Barcellona, 3 giugno
Holly Herndon, Primavera Sound, Barcellona, 3 giugno
The Avalanches, Primavera Sound, Barcellona, 3 giugno
Matilde Davoli, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
Altre di B, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
Sycamore Age, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
Brian Wilson performing Pet Sounds, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
PJ Harvey, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
Julia Holter, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
Moderat, Primavera Sound, Barcellona, 4 giugno
Sorge, Parco del Cavaticcio, Bologna, 15 giugno
Flavio Giurato, Locomotiv Club, Bologna, 18 settembre
The Winstons, Locomotiv Club, Bologna, 23 settembre
Federico Albanese, Locomotiv Club, Bologna, 28 settembre
Kill the Vultures, FreakOut Club, Bologna, 7 ottobre
White Denim, Covo Club, Bologna, 19 ottobre
Parquet Courts, Pill, Covo Club, Bologna, 22 ottobre
Paolo Spaccamonti, Spazio Labò, Bologna, 23 ottobre
Peter Murphy, Locomotiv Club, Bologna, 26 ottobre
C’mon Tigre racconta Toccafondo, Teatro Antoniano, Bologna, 27 ottobre
The Cure, Unipol Arena, Casalecchio di Reno, 29 ottobre
Tom Brosseau, Nero Factory, Bologna, 6 novembre
Makaya McCraven, Locomotiv Club, Bologna, 8 novembre
Vapors of Morphine, Splatterpink, Locomotiv Club, 11 novembre
Francesco Serra, Spazio Labò, Bologna, 13 novembre
Trio Bobo, Bravo Caffè, Bologna, 17 novembre
Tinariwen, Locomotiv Club, Bologna, 18 novembre
Cabeki, Nero Factory, Bologna, 4 dicembre
Flavio Giurato, L’Altro Spazio, Bologna, 14 dicembre
Wrongonyou, Persian Pelican, Locomotiv Club, 16 dicembre

Un giorno su quattro

concerti

Come l’anno scorso, rinnovo l’inutile tradizione di elencare i concerti visti in dodici mesi. Come si fa di solito, ecco qualche dato aggregato. Le band che ho visto di più, tre volte ciascuna, sono state Verdena, Iosonouncane e Pecori Greg. Sono stato 21 volte al Locomotiv e 17 tra Covo e Bolognetti. Quasi tutti i concerti sono stati visti a Bologna, a parte l’infilata del Primavera Sound e una trasferta romana. Insomma: ecco gli 86 concerti visti nel 2015.

Cymbals Eat Guitars, Covo Club, Bologna, 16 gennaio
Paolo Benvegnù, Matteo Toni, Locomotiv Club, Bologna, 17 gennaio
Giovanni Succi, Pristine Mood, FreakOut Club, Bologna, 22 gennaio
C’Mon Tigre, TPO, Bologna, 7 febbraio
Orlando Julius & the Heliocentrics, Locomotiv Club, Bologna, 13 febbraio
Bud Spencer Blues Explosion, Roberto Angelini, Teatro Quirinetta, Roma, 20 febbraio
Curtis Harding, New Colour, Covo Club, Bologna, 27 febbraio
Post-CSI, Locomotiv Club, Bologna, 28 febbraio
Paus, Locomotiv Club, Bologna, 5 marzo
Pond, Baseball Greg, Covo Club, Bologna, 6 marzo
Ariel Pink, Larry Gus, Locomotiv Club, Bologna, 7 marzo
Verdena, Jennifer Gentle, Estragon, Bologna, 10 marzo
Egle Sommacal, AtelierSi, Bologna, 15 marzo
Melampus, Kisses from Mars, Covo Club, Bologna, 20 marzo
Gazebo Penguins, Delta Sleep, Valerian Swing, Covo Club, Bologna, 21 marzo
Cesare Basile, TPO, Bologna, 9 aprile
Tubax, After Crash, Locomotiv Club, Bologna, 10 aprile
Godspeed You! Black Emperor, Carla Bozulich, Estragon, 11 aprile
Beatrice Antolini, Palazzo Pepoli, Bologna, 16 aprile
A Place to Bury Strangers, Rare Blossom, Romare, Locomotiv Club, Bologna, 17 aprile
Ghostpoet, TPO, Bologna, 18 aprile
Pecori Greg, FreakOut Club, Bologna, 24 aprile
Sleaford Mods, Covo Club, Bologna, 2 maggio
Alessio Bondì, Pane e Panelle, Bologna, 4 maggio
Nils Frahm, Dawn of Midi, Locomotiv Club, Bologna, 4 maggio
Suz Trio, Palazzo Pepoli, Bologna, 21 maggio
Shellac, Uzeda, Locomotiv Club, Bologna, 26 maggio
The Shalalalas, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
The Cheatahs, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
Ought, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
Mikal Cronin, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
Spiritualized, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
The Black Lips, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
James Blake, Primavera Sound, Barcellona, 28 maggio
José González, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
Tobias Jesso Jr., Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
Sleater-Kinney, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
Run the Jewels, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
alt-J, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
Jon Hopkins, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
Dan Deacon, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
American Football, Primavera Sound, Barcellona, 29 maggio
Tori Amos, Primavera Sound, Barcellona, 30 maggio
Torres, Primavera Sound, Barcellona, 30 maggio
Unknown Mortal Orchestra, Primavera Sound, Barcellona, 30 maggio
Thee Oh Sees, Primavera Sound, Barcellona, 30 maggio
Hookworms, Primavera Sound, Barcellona, 30 maggio
Caribou, Primavera Sound, Barcellona, 30 maggio
Petrina, Palazzo Pepoli, Bologna, 4 giugno
Sun Kil Moon, Cortile del Palazzo Estense, Ferrara, 7 giugno
Wow, Parco del Cavaticcio, Bologna, 8 giugno
Iosonouncane, Dino Fumaretto, Pecori Greg, Palazzo Pepoli, 18 giugno
Soak, Bolognetti Rocks, Bologna, 18 giugno
The Fuzztones, BOtanique, Bologna, 25 giugno
C’Mon Tigre, Bolognetti Rocks, Bologna, 26 giugno
Fast Animals and Slow Kids, Bolognetti Rock, Bologna, 27 giugno
Iosonouncane, Bolognetti Rocks, Bologna, 2 luglio
Badly Drawn Boys, Eaves, Bolognetti Rocks, Bologna, 9 luglio
Neneh Cherry, Bolognetti Rocks, Bologna, 10 luglio
Blonde Redhead, BOtanique, Bologna, 13 luglio
Verdena, Iosonouncane, Piazza Castello, Ferrara, 15 luglio
A Toys Orchestra, BOtanique, Bologna, 17 luglio
Capra, Bolognetti Rocks, Bologna, 18 luglio
Cold Specks, Bolognetti Rocks, Bologna, 23 luglio
Tony Allen, Locomotiv Club, Bologna, 11 settembre
ESG, Locomotiv Club, Bologna, 28 settembre
The Melvins, Big Business, Locomotiv Club, Bologna, 30 settembre
Capibara, roBOT Festival, Bologna, 9 ottobre
Godblesscomputers, roBOT Festival, Bologna, 9 ottobre
Scisma, Fabio Cinti, Locomotiv Club, Bologna, 10 ottobre
US Girls, Covo Club, Bologna, 16 ottobre
Oh Land, Vera Di Lecce, Locomotiv Club, Bologna, 22 ottobre
Ofeliadorme, Dino Fumaretto, TPO, Bologna, 24 ottobre
Bachi da Pietra, Malascena, Locomotiv Club, Bologna, 28 ottobre
Father John Misty, Anna B. Savage, Locomotiv Club, Bologna, 1 novembre
Verdena, Estragon, Bologna, 6 novembre
Destroyer, Covo Club, Bologna, 7 novembre
Kamasi Washington, Locomotiv Club, Bologna, 9 novembre
Christan Scott Sextet, Bravo Caffè, Bologna, 12 novembre
C+C=Maxigross, Pecori Greg, Covo Club, 14 novembre
Calibro 35, OoopopoiooO, Locomotiv Club, 20 novembre
Adriano Viterbini, SEMM, Bologna, 2 dicembre
Iosonouncane, Locomotiv Club, Bologna, 3 dicembre
Os Mutantes, Locomotiv Club, Bologna, 5 dicembre
Mimosa, Cortile Cafè, Bologna, 11 dicembre
Tubax, Three in One Gentleman Suit, Locomotiv Club, 19 dicembre

Uno ogni tre giorni

2014-04-12 01.39.14

Niente classifiche di fine anno, ma un mero elenco, come ho fatto anche l’anno scorso. Un po’ per fare il conto, un po’ per fissare nomi e date, un po’ per non ripercorrere con la memoria dodici mesi di concerti dal vivo. Nonostante i miei propositi, sono stati 114, tredici in più dell’anno scorso, ma devo dire che non tutti sono stati visti dall’inizio alla fine: pennachianamente mi sono concesso di voltare le spalle al palco, qualche volta. Senza offesa per i musicisti.Qualche dato e statistica, un po’ a caso: li ho visti per lo più a Bologna, con qualche scappata extra moenia e anche fuori dalla nazione. Il locale dove sono stato di più è il Locomotiv Club, dove ho passato ben 35 serate (considerand0 che è aperto per nove mesi, sono stato là una volta alla settimana, di media). Le band che ho visto di più, tre volte ciascuna, sono state Bud Spencer Blues Explosion e C+C=Maxigross. I festival sono stati quattro (Primavera Sound, Woodworm, Unaltrofestival, Rock in Idro), ma con diversissime assiduità.
E quindi via con l’elenco, inutile come quasi tutti gli elenchi.

Hobocombo, Der Maurer e Sebastiano De Gennaro, Locomotiv Club, Bologna, 15 gennaio
Succi, Locomotiv Club, Bologna, 16 gennaio
Simona Gretchen, Locomotiv Club, Bologna, 17 gennaio
Geoff Farina, Father Murphy, Majirelle, Freakout Club, Bologna, 24 gennaio
Fine Before You Came, Lantern, Covo Club, Bologna, 25 gennaio
Glenn Branca, Freakout Club, Bologna, 7 febbraio
Bombino, Above the Tree & Ensemble Du Beat, Locomotiv Club, 13 febbraio
Apes on Tapes, Sin/Cos, Sixth Minor, TPO, Bologna, 15 febbraio
Bill Callahan, Circuit Des Yeux, Teatro Antoniano, Bologna, 18 febbraio
Fuzz Orchestra, Meteor, Uochi Toki, Locomotiv Club, Bologna, 20 febbraio
Incident on South Street, Arteria, Bologna, 21 febbraio
Depeche Mode, Unipol Arena, Casalecchio di Reno, 22 febbraio
Trentemoeller, Estragon, Bologna, 24 febbraio
Savages, A Dead Forest Index, Locomotiv Club, Bologna, 26 febbraio
Fanfarlo, Lilies on Mars, Locomotiv Club, Bologna, 3 marzo
Non voglio che Clara, Nevica su Quattropuntozero, Locomotiv Club, Bologna, 6 marzo
Francesco Tristano, Locomotiv Club, Bologna, 7 marzo
La Tarma, Circolo Angolo B, Bologna, 8 marzo
Wu Ming Contingent, Locomotiv Club, Bologna, 13 marzo
Woodworm Festival (Bachi da Pietra, The Crazy Crazy World of Mr Rubik, Umberto Maria Giardini, Julie’s Haircut, Bologna Violenta, Fast Animals and Slow Kids), Locomotiv Club, Bologna, 14 marzo
Public Service Broadcasting, Covo Club, Bologna, 22 marzo
The Sleeping Tree, Quarantatré Barra Due, Bologna, 23 marzo
Michael Gira, Locomotiv Club, Bologna, 27 marzo
Massimo Volume, Be My Delay, Locomotiv Club, Bologna, 28 marzo
Mogwai, Estragon, Bologna, 30 marzo
Tuxedomoon, DOM La Cupola del Pilastro, Bologna, 2 aprile
Levante, Iotatola, Locomotiv Club, Bologna, 3 aprile
Splatterpink, Locomotiv Club, Bologna, 4 aprile
His Clancyness, Melampus, Havah, Own Boo, Locomotiv Club, Bologna, 5 aprile
Perturbazione, Nada & the Rabbits, Locomotiv Club, Bologna, 10 aprile
Bud Spencer Blues Explosion, Egle Sommacal, Locomotiv Club, Bologna, 11 aprile
Drenge, Covo Club, Bologna, 12 aprile
Musica per Bambini, Sit In Music, Bamboo, TPO, Bologna, 18 aprile
London Symphony Orchestra performing Mahler’s 7th Symphony, Barbican Centre, London, 27 aprile
Satelliti, Locomotiv Club, Bologna, 3 maggio
Melt Banana, Zeus!, Locomotiv Club, Bologna, 9 maggio
Shaloma Locomotiva Orchestra, Teatro Comunale di Modena, 19 maggio
C+C=Maxigross, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
Warpaint, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
Volcano Choir, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
St. Vincent, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
Queens of the Stone Age, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
Arcade Fire, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
Disclosure, Primavera Sound Festival, Barcellona, 29 maggio
Junkfood, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
John Grant, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
The Twilight Sad, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
Sharon Van Etten, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
The War on Drugs, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
Slint, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
Darkside, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
SBTRKT, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
Factory Floor, Primavera Sound Festival, Barcellona, 30 maggio
Kronos Quartet, Primavera Sound Festival, Barcellona, 31 maggio
Television, Primavera Sound Festival, Barcellona, 31 maggio
Spoon, Primavera Sound Festival, Barcellona, 31 maggio
Conan Mockassin, Primavera Sound Festival, Barcellona, 31 maggio
Nine Inch Nails, Primavera Sound Festival, Barcellona, 31 maggio
Junkfood, Primavera Sound Festival, Barcellona, 1 giugno
Pixies, Arena Parco Nord, Bologna, 2 giugno
Queens of the Stone Age, Arena Parco Nord, Bologna, 2 giugno
Nine Inch Nails, Cold Cave, Unipol Arena, Casalecchio di Reno, 3 giugno
Bud Spencer Blues Explosion, Feltrinelli Ravegnana, Bologna, 9 giugno
Nada, Vicolo Bolognetti, Bologna, 11 giugno
Confusional Quartet, Vicolo Bolognetti, Bologna, 12 giugno
Bud Spencer Blues Explosion, Vicolo Bolognetti, Bologna, 14 giugno
The Sleeping Tree, Rubik Cafè, Bologna, 16 giugno
Black Sabbath, Unipol Arena, Casalecchio di Reno, Bologna, 18 giugno
Bettibarsantini, Beatrice Antolini, Rocca di Spilamberto, Spilamberto, 20 giugno
Massimo Volume, Vicolo Bolognetti, Bologna, 21 giugno
La Tarma, Parco del Cavaticcio, Bologna, 23 giugno
Vessel, Lo Sburla, Piazza Verdi, Bologna, 30 giugno
Ex-CSI, Vicolo Bolognetti, Bologna, 3 luglio
Spartiti, Vicolo Bolognetti, Bologna, 5 luglio
UNA, Io e la Tigre, Cassero, Bologna, 7 luglio
Timber Timbre, Vicolo Bolognetti, Bologna, 10 luglio
Geoff Farina, Fargas, Piazza Verdi, Bologna, 11 luglio
Temples, Fiera, Bologna, 14 luglio
The Horrors, Fiera, Bologna, 14 luglio
M+A, Fiera, Bologna, 15 luglio
His Clancyness, Fiera, Bologna, 15 luglio
Panda Bear, Fiera, Bologna, 15 luglio
MGMT, Fiera, Bologna, 15 luglio
Zu, Botanique, Bologna, 18 luglio
The National, San Fermin, Piazza Castello, Ferrara, 22 luglio
C+C=Maxigross, Festa dell’Ospite, Fosse (VR), 9 agosto
Omosumo, Parco del Cavaticcio, Bologna, 26 agosto
Shiva Bakta, Giardini Margherita, Bologna, 28 agosto
Caribou, Estragon, Bologna, 6 settembre
King Buzzo, Adriano Viterbini, Locomotiv Club, Bologna, 8 settembre
Perfume Genius, Locomotiv Club, Bologna, 9 settembre
Dino Fumaretto, Giardini Margherita, Bologna, 22 settembre
Swans, Estragon, Bologna, 10 ottobre
Liars, Locomotiv Club, Bologna, 18 ottobre
To Rococo Rot, Locomotiv Club, Bologna, 24 ottobre
Xiu Xiu, Locomotiv Club, 28 ottobre
Ty Segall, JC Satan, Locomotiv Club, 30 ottobre
Thurston Moore, Teatro Antoniano, Bologna, 3 novembre
Ben Frost, TPO, Bologna, 5 novembre
BOL & Snah, Locomotiv Club, Bologna, 7 novembre
Tune-Yards, Locomotiv Club, Bologna, 8 novembre
Marlene Kuntz, Locomotiv Club, Bologna, 12 novembre
John Garcia, Locomotiv Club, Bologna, 20 novembre
Olof Arnalds, Beatrice Antolini, Covo Club, Bologna, 21 novembre
Fast Animals and Slow Kids, Locomotiv Club, Bologna, 22 novembre
C+C=Maxigross & Martin Hagfors, Locomotiv Club, Bologna, 26 novembre
Giardini di Mirò, Locomotiv Club, Bologna, 27 novembre
Einstürzende Neubauten, Teatro Manzoni, Bologna, 28 novembre
Ronin, Dadamatto, Maria Antonietta, Locomotiv Club, Bologna, 3 dicembre
Laibach, TPO, Bologna, 5 dicembre
Sharon Van Etten, Marisa Anderson, Bologna, 6 dicembre
Linda & the Greenman, Barazzo Live, Bologna, 20 dicembre
Death in June, Freakout Club, 12 dicembre

La carica dei 101

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Ora che il 2013 è quasi finito, potrebbe essere tempo di bilanci. Invece mi sono posto una domanda: oltre a tenere botta, cos’ho fatto in questi dodici durissimi mesi? Facile: sono andato a concerti. Più di cento in dodici mesi. Eccoli inutilmente elencati, a rimarcare che questo è anche un diario. Buon anno nuovo a tutti.

Diaframma + Stare Mesto, Locomotiv Club, Bologna, 11 gennaio
Bachi da Pietra, Bentivoglio Club, Bologna, 24 gennaio
Kaos + DJ Craim, Locomotiv Club, Bologna, 25 gennaio
Matt Elliot, Happen Club, Modena, 27 gennaio
Comaneci, Bentivoglio Club, Bologna, 30 gennaio
Thony + Mimes of Wine, Covo Club, Bologna, 1 febbraio
Howe Gelb, Chet’s Club, Bologna, 4 febbraio
Ginevra Di Marco, Bentivoglio Club, Bologna, 7 febbraio
The Jon Spencer Blues Explosion + The Mentalettes, Bentivoglio Club, Bologna, 14 febbraio
Darkstar, Bentivoglio Club, Bologna, 15 febbraio
Simone White, Chet’s Club, Bologna, 18 febbraio
Metz + Boomerang, Freakout Club, Bologna, 22 febbraio
Wallis Bird, Unhip Records Headquarters, Bologna, 4 marzo
Kid Koala, Locomotiv Club, Bologna, 8 marzo
Beach House, Estragon Club, Bologna, 9 marzo
Ornaments, Locomotiv Club, Bologna, 15 marzo
Matmos + Dario Neri, Locomotiv Club, Bologna, 16 marzo
Giuradei, Bentivoglio Club, Bologna, 21 marzo
Godflesh + Nerodimarte + Bologna Violenta, Locomotiv Club, Bologna, 22 marzo
Caroline Keating, Bar Modo Infoshop, Bologna, 27 marzo
Adam Green & Binki Shapiro, Covo Club, Bologna, 30 marzo
John Grant, Teatro Parenti, Milano, 11 aprile
Rammstein, Unipol Arena, Bologna, 26 aprile
Ronin + Marnero, XM 24, Bologna, 2 maggio
Gazebo Penguins + I giorni dell’assenzio + The Death of Anna Karina, TPO, Bologna, 4 maggio
Unepassante, Bar Modo Infoshop, Bologna, 8 maggio
Beatrice Antolini, Locomotiv Club, Bologna, 10 maggio
Teho Teardo e Blixa Bargeld, Senza Filtro, Bologna, 11 maggio
Girls vs Boys, Locomotiv Club, Bologna, 12 maggio
Foxhound, Primavera Sound, Barcellona, 22 maggio
Delorean, Primavera Sound, Barcellona, 22 maggio
Blue Willa, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
Honeybird & the Birdies, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
Savages, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
Tame Impala, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
The Postal Service, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
Grizzly Bear, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
Dead Skeletons, Primavera Sound, Barcellona, 23 maggio
Honeybird & the Birdies, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
Django Django, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
The Breeders, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
Neurosis, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
Blur, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
The Knife, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
Daphni, Primavera Sound, Barcellona, 24 maggio
Dead Can Dance, Primavera Sound, Barcellona, 25 maggio
Phosphorescent, Primavera Sound, Barcellona, 25 maggio
My Bloody Valentine, Primavera Sound, Barcellona, 25 maggio
Honeybird & the Birdies, Primavera Sound, Barcellona, 26 maggio
Miguel Serra, Apollo, Barcellona, 26 maggio
Allah-Las, Apollo, Barcellona, 26 maggio
Come, Locomotiv Club, Bologna, 30 maggio
Alessandro Raina, Bar Modo Infoshop, Bologna, 5 giugno
Perturbazione, Botanique, Bologna, 13 giugno
Marnie Stern, Botanique, Bologna, 19 giugno
Ornaments + Zeus + Marnero, Freakout Club, Bologna, 20 giugno
Lambchop, Teatro Masini, Faenza, 21 giugno
Deerhunter, Vicolo Bolognetti, Bologna, 26 giugno
The Black Angels, Cortile del Castello Estense, Ferrara, 5 luglio
Tom Tom Club, Vicolo Bolognetti, Bologna, 10 luglio
Arctic Monkeys + Miles Kane, Piazza Castello, Ferrara, 11 luglio
Elio e le storie tese, Parco della Mezzaluna, Sant’Agata Bolognese, 14 luglio
Petrina, Botanique, Bologna, 18 luglio
Vadoinmessico, Botanique, Bologna, 19 luglio
Vadoinmessico, Hana-Bi, Marina di Ravenna, 23 luglio
Neil Young & the Crazy Horse, Piazza Napoleone, Lucca, 25 luglio
Sigur Ros, Piazza Castello, Ferrara, 26 luglio
King of the Opera + Fast Animals and Slow Kids, Parco della Resistenza, San Lazzaro di Savena, Bologna, 4 agosto
Melt Yourself Down, Propstore, Londra, 17 agosto
Drenge, Rough Trade East, Londra, 19 agosto
Nine Inch Nails + Tomahawk, Mediolanum Forum, Milano, 28 agosto
Elio e le storie tese, Gran Teatro Geox, Padova, 21 settembre
Fuck Buttons, Locomotiv Club, Bologna, 25 settembre
Bob Log III + Adriano Viterbini, Locomotiv Club, Bologna, 27 settembre
In Zaire + Fulkanelli, Locomotiv Club, Bologna, 3 ottobre
Dimartino + Giovanni Truppi, Locomotiv Club, Bologna, 4 ottobre
Virginiana Miller + Elisa Genghini, Locomotiv Club, Bologna, 10 ottobre
Russian Circles + Chelsea Wolfe, Locomotiv Club, Bologna, 14 ottobre
Man or Astroman? + The Octopus Project, Locomotiv Club, Bologna, 17 ottobre
Julie’s Haircut + Portfolio + Blue Willa, TPO, Bologna, 19 ottobre
65daysofstatic + Sleep Makes Waves, Locomotiv Club, Bologna, 24 ottobre
Sycamore Age, Senza Filtro, Bologna, 25 ottobre
Public Image Ltd. + Soviet Soviet, Estragon Club, Bologna, 26 ottobre
Public Service Broadcasting, Salumeria della Musica, Milano, 27 ottobre
Massimo Volume + Modotti, Bronson, Ravenna, 31 ottobre
Gazebo Penguins + Sex Offenders Seek Salvation, Covo Club, Bologna, 1 novembre
Ovo + Zolle + Uochi Toki, Bronson, Ravenna, 2 novembre
Iceage + Modotti, Locomotiv Club, Bologna, 6 novembre
Kaki King, Locomotiv Club, Bologna, 8 novembre
These New Puritans, Locomotiv Club, Bologna, 12 novembre
Steven Wilson, Teatro Duse, Bologna, 13 novembre
Jennifer Gentle + Universal Sex Arena + C+C=Maxigross, TPO, Bologna, 16 novembre
Unknown Mortal Orchestra + Mozes and the Firstborn + Brothers in Law, Mattatoio, Carpi, 22 novembre
Loop, Locomotiv Club, Bologna, 28 novembre
Nick Cave & the Bad Seeds + Basia Bulat, Paladozza, Bologna, 29 novembre
Califone + Aedi, Locomotiv Club, Bologna, 5 dicembre
Calibro 35 + Junkfood, Locomotiv Club, Bologna, 6 dicembre
Saluti da Saturno, Locomotiv Club, Bologna, 10 dicembre
Iosonouncane + K-Conjog + Tempelhof, TPO, Bologna, 13 dicembre
Massimo Volume + Amaury Cambuzat + Ofeliadorme, Estragon Club, Bologna, 14 dicembre
Egle Sommacal, Kinodromo, Bologna, 16 dicembre

Sick&Sicker: sono stato a vedere i Twins of Evil (ormai due mesi fa)

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Quello che non racconto per motivi di pudore sull’ultimo numero di Jam può essere riassunto in: stupida felicità adolescenziale, da un lato, e orrenda delusione adolescenziale, dall’altro. Se cliccate l’immagine quassù capirete chi mi ha reso felice e chi, invece, mi ha scocciato, due mesi or sono. Poco dopo quel concerto uno dei due “gemelli” si è pure sentito male sul palco. Non hanno (non abbiamo?) più l’età, ma quando le luci si abbassano amiamo farci spaventare come dieci, quindici, venti anni fa.

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