American Football – American Football (LP2) (Wichita)
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Dopo diciassette anni di silenzio discografico, e a due dalla reunion e seguente tour, entriamo finalmente in quella casa fotografata dall’esterno, di sera, con le finestre illuminate, rappresentata sulla copertina dell’LP di esordio degli American Football. Ma questa volta, in fondo allo scatto, la luce che del giorno che filtra attraverso una porta prova a contrastare il buio dell’interno. Insomma, muta la prospettiva, ma non la statura della band, che riprende il discorso affidando significativamente i primi secondi dell’album a un’assolvenza. Ai tempi dispari, alle chitarre intrecciate e alle frasi di tromba, gli inconfondibili stiletti che hanno straziato i nostri cuori alla fine del secondo millennio, si aggiunge qualche sperimentazione ritmica (“Give Me the Gun”), l’uso (controllato) dello xylofono e, soprattutto, il tempo che è passato.
Nei versi e nel senso di pacato struggimento del disco c’è la consapevolezza che Kinsella ha dimostrato nell’ultimo bel lavoro a nome Owen, tanto da ammettere la vicinanza tra “The King of Whys” e quest’album. C’è, effettivamente, la volontà di provare a scrivere brani che siano più vicini alla struttura di una canzone: ma la capacità che la band del Midwest ha tuttora di cesellare suoni e parole e di rendere sincera l’emotività (prima o poi doveva venire fuori questa parola) attraverso arrangiamenti e dinamiche è unica.
Recensione pubblicata originariamente sul numero di ottobre 2016 de Il Mucchio Selvaggio
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