monolocane

Nonolocane

Stasera la consueta trasmissioncina non va in onda. Perché… No, non è che non mi senta bene. È’ che… Le cavallette infestano gli studi della radio, che, occasionalmente, ospitano la camera ardente di una mia zia di Pinerolo, travolta da un’inondazione. No, non è proprio possibile. Mi dispiace, oh.
Quindi ne approfitto e vado al Covo al concerto degli I Am Kloot.

(Sì, lo so, sono assente e poco prolifico in questi giorni. Torno.)

Di |2005-05-19T12:24:00+02:0019 Maggio 2005|Categorie: I Me Mine|Tag: , , |3 Commenti

Trilocane (con servizi esterni)

Puntata ricca, quella di Monolocane di stasera. Intanto ci sarà un’intervista registrata a Paolo Nori, che ci parlerà del suo ultimo libro Ente nazionale della cinematografia popolare.
Poi parleremo anche delle elezioni britanniche, forse con in studio il diretùr della radio e fors’anche con un inviato da Londra. Quindi, state composti.
Ma la cosa più difficile sarà scegliere le due tracce da farvi sentire dall’ultimo bel disco dei Nine Inch Nails, With Teeth.

Stasera, dalle 2230 sui bolognesissimi 96.3 e 94.7 Mhz o in streaming su Città del Capo Radio Metropolitana (o anche su Radionation).

Aggiornamento: l’intervista a Paolo Nori è qua (vi serve, come al solito, Real Player).

L’intervista è anche qua!

Appuntatevill'

Com’è già successo, uso squallidamente il blog come agenda.

Si inizia oggi pomeriggio alle 18 al Castello Estense di Ferrara, dove ci sarebbe una lettura di Davide Bregola e Gianluca Morozzi. Solo che, siccome quest’ultimo ha deciso di dedicarsi solo alla scrittura, come sempre sarò io a leggere le sue cose. Se continua così la gente crederà che io sono Morozzi, e quindi lui diventerà me e, finalmente, leggerà le sue cose.

I Laghetto in un elaborato travestimento.

Si continua stasera, con Monolocane. Ospiti i Laghetto, che presenteranno il loro nuovo disco Pocapocalisse. Inoltre sono previste discussioni sulla decaduta del ninja nell’immaginario occidentale e corsi di cucina creativa on air. Come al solito, potete sintonizzarvi sui 96.3 o 94.7 MHz, se siete a Bologna. Se siete altrove, o non avete una radio, in streaming qui o qui.

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Infine, una cosa per la settimana prossima. Martedì 3 maggio alle 21, alla biblioteca di Villa Spada a Bologna, Morozzi, stanco di stare lì a far nulla mentre io sputacchio parole, suonerà la chitarra, mentre io leggerò brani suoi, miei e di altri. Per non scontentare nessuno.

RicordaRivoluzioni

Sento per bene solo adesso, dopo mesi dalla sua uscita, il disco d’esordio degli Offlaga Disco Pax, Socialismo tascabile (prove tecniche di trasmissione).
I richiami musicali sono evidenti: senza sforzarsi troppo, viene subito in mente lo stile dei CCCP, quello più parlato e meno legato al punk. Ma il richiamo è solo superficiale, e non può andare più a fondo, se vogliamo guardare bene, perché sono passati degli anni importanti.

I CCCP suonano sentendo nell’aria la caduta del blocco sovietico: descrivono il mutamento in atto sotto i loro occhi, cosa difficilissima, e tentano di fissarne alcuni punti, tra un pezzo e l’altro dei loro dischi.
Gli ODP iniziano a suonare quando l’89 è passato da un pezzo. La loro operazione, quindi, è dichiaratamente un recupero della memoria, dell’Italia socialista (e quanto è difficile ormai associare il nostro paese a questo aggettivo senza pensare a Craxi bersagliato di monetine fuori dall’hotel Raphael, almeno per chi, come me, è nato alla fine degli anni ’70), dell’Emilia rossa, la stessa regione – ma decisamente non gli stessi luoghi – nella quale vivo da quasi dieci anni. Cavriago, un paese alle porte di Reggio, come capitale dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Italiane. Cavriago e la sua via Carlo Marx, e il busto di Lenin, tuttora sindaco onorario del paese.
L’infanzia aromatizzata al cinnamon, i racconti di partigiani narrati dagli stessi partigiani, il partito comunista al 70, ma anche 80 per cento.
Gli ODP sanno che tutto questo non esiste più, non si rifugiano nel ricordo, lo evocano, con oggetti, sapori, frasi, toponomastiche, in un’operazione che non può non ricordare quella di Matteo B. Bianchi (e di altri prima di lui). E non si vergognano di usare parole come socialista, nel senso vero del termine, di chiamare la figlia del sindaco “compagna”, ma senza il sorrisetto ironico che usiamo “noialtri”, nati irrimediabilmente post.
Ma non pensiate che gli ODP siano seriosi: come tutte le persone intelligenti usano l’ironia nelle giuste dosi, quando più serve, e, prima che suonare, scrivono dei racconti bellissimi che hanno forza evocatrice per tutti. Anche per me, così lontano da tutto questo.

Penso a me, da piccolo, nella sezione del Partito comunista, in una città che rimarrà sempre e comunque democratico-cristiana, anche quando il primo di questi due termini perderà irrimediabilmente di significato. Penso a me più grandicello, che raccolgo firme nel corso della cittadina e prendo insulti, o, quando va bene, occhiatacce. Penso a me, che sogno l’Emilia cantata dai CCCP, e invece mi trovo a due passi qualcosa che sta cambiando, la Slovenia, della quale non riesco ad avere un’occhiata approfondita e critica, perché tutto è troppo veloce, rapido, e si muove al ritmo schizoide, fatto di esaltazione e depressione, delle droghe sintetiche che sono così diffuse tra i miei coetanei “di là dal confine”. Penso a me a Bologna, appena arrivato, e a come sguazzo in quello che apparentemente mi sembra un “mondo giusto”, ma che in realtà è, anch’esso, drammaticamente in fase di rapida mutazione.

Penso che, di un sacco di cose, non ho i miei ricordi, ma quelli degli altri.
Grazie, Offlaga Disco Pax, perché mi avete regalato una nostalgia di cui posso appena distinguere i contorni.

Se non conoscete gli ODP, manderò qualche loro pezzo stasera a Monolocane. In diretta dalle 2230 sulle frequenze di Città del Capo – Radio Metropolitana, o in streaming qui o qui.

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Ani Difranco a Monolocane!

Stasera, a Monolocane, riproporrò l’intervista telefonica che ho fatto martedì a Ani Difranco, già andata in onda a Patchanka. Una chiacchierata di una decina di minuti, in cui si è parlato molto di Knuckle Down, l’ultimo disco di Ani, ma anche della difficoltà di rendere poetica l’espressione “corporazione multinazionale”.
Dalle 2230 alle 0030 sui 96.3 o 94.7 MHz di Città del Capo – Radio Metropolitana, se stasera siete nei regi confini bononiensi. Se no, potete sentire il tutto in streaming dal sito della radio o su RadioNation.
(Se stasera andate a sentirla a Milano, beati voi. Potrete recuperare l’intervista da venerdì sulla pagina del programma, come al solito.)

Ora qui!

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Nicoletti reloaded: waiting for the (blog) revolution

Stasera a Monolocane, intervista con Gianluca Nicoletti, l’uomo che fece incazzare i bloggers. Cioè, spero di intervistarlo. Nel senso che ho un appuntamento telefonico intorno alle undici, quindi tra meno di due ore. Se avete domande, suggerimenti di domande o risposte, fatevi sotto nei commenti.
A stasera, quindi. Dalle 2230 alle 0030 sui 96.3 o 94.7 MHz di Città del Capo – Radio Metropolitana, se vivete a Bologna. Se no, potete sentire il tutto in streaming dal sito della radio o su RadioNation.

Aggiornamento. Sulla pagina del mio programma potete sentire l’intervista completa, in Real Audio.

Ecco l’intervista!

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The Monolocane Sessions (John Peel, si fa per scherzare, eh)

Puntata decisamente speciale quella di Monolocane di stasera. Infatti, saranno miei graditi ospiti in studio Jonathan Clancy e Bruno Germano dei Settlefish, che presenteranno per la prima volta in radio alcune tracce del loro ultimo disco The Plural of the Choir, in uscita tra pochissimo per Unhip records, in versione acustica.
Roba grossa, amici. E delicata allo stesso tempo, come piace a noi.
Dalle 2230 alle 0030 sui 96.3 o 94.7 MHz di Città del Capo – Radio Metropolitana, se pasteggiate a lambrusco e tortellini. Se no, potete sentire il tutto in streaming dal sito della radio o su RadioNation.

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Tutta la Farina del suo sacco (sapevo che non avrei resistito)

Stasera a Monolocane, intervista esclusiva (sì? Mah, non so, mica sono il primo che lo intervista…) a Geoff Farina, il leader dei Karate. Una decina di minuti di chiacchierata, in cui abbiamo parlato, tra le altre cose, di Bob Dylan, Ernest Hemingway, Chris Brokaw, Leonard Cohen, Frank O’Hara, del concetto di “indie”, della soluzione al non saper cantare.
Dalle 2230 alle 0030 sui 96.3 o 94.7 MHz di Città del Capo – Radio Metropolitana, se per voi Sirio non è solo una stella. Se no, potete sentire il tutto in streaming dal sito della radio o su RadioNation.
Ah, per voi che non potete sentire la trasmissione in diretta, ma vi piacerebbe tanto sentire l’intervista: tranquilli. Entro un paio di giorni sarà pubblicata qua.

Ecco l’intervista!

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Bla bla bla zum zum zum

Mi rendo conto che, se prestassi sempre la dovuta attenzione alle cose che capitano intorno a questa radio, la maggioranza dei miei post avrebbe contenuti simili a questo.
Insomma, è capitato di nuovo. Suonano intorno all’ora di pranzo, in radio non c’è quasi nessuno. Vado ad aprire: è una ragazza di un corriere postale che deve consegnare un pacco. Dopo le solite formalità (“Dove devo firmare?” “Dove c’è scritto ‘firma’”), la ragazza mi fa la fatidica domanda, se possibile in forma ancora più astratta: “Ma voi siete una radio?” “Sì” “Ma proprio una radio?” “Eh, sì”
Dopo un momento di riflessione, aggiunge: “Quindi, diciamo, trasmettete bla bla bla…”
Io, dopo un momento di riflessione, concludo: “Sì, ma ci mettiamo della musica in mezzo.”

Bla bla bla e zum zum zum è il contenuto della puntata di stasera di Monolocane. Dalle 2230 alle 0030 sui 96.3 o 94.7 MHz di Città del Capo – Radio Metropolitana, se siete dalle parti della città felsinea. Se siete altrove, potete sentire il tutto in streaming dal sito della radio o su RadioNation.

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Di |2005-02-17T10:35:00+01:0017 Febbraio 2005|Categorie: Things We Said Today|Tag: , , , |3 Commenti
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