Francesco Locane

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Parliamo un po' su di noi – 3. Le notti bianche

Scusate, non resisto: mi tocca ancora una volta raccontarvi di una bizzarra mail non uccisa (per fortuna) dal filtro antispam, che ha come oggetto, più che una frase, una scivolata sulla tastiera: “ghjfkg ciao”. Sentite qua.
KNDHS Ciao
KNDHS Ciao anche a te!
Il mio nik  nome Tata!
Ti presenti per soprannome? Quanta gioventù, Tata. Puoi chiamarmi Fra.
Penso che dovresti sapere che io vivo in Ucraina a Kiev! Sufficientemente grande e bella citta! 
Sì, è un’informazione utile, certo. E sono contento che la città non sia troppo piccola per te, Tata.
In generale, ci sono nato e vivo a oggi!
Sì, ma no, non volevo farmi gli affari tuoi.
Io non ti prende molto tempo! Da quando ha apprezzato il tempo e non lo trascorrono in bianco!
Be’, che profondità: hai apprezzato il tempo e… non lo trascorri in bianco? Quindi dormi?
Mi piacerebbe avere familiarita con questo uomo!
Ma come, anche tu mi usi come tramite? Che uomo?
Ho 27 anni e voglio avere un rapporto serio e forte! Come una persona normale!
Giusto! E che cavolo! Hai 27 anni, basta flirt adolescenziali! Ma che uomo?
Per fare questo, e io mangio te ? non mi interessa flirtare e di socializzazione, sono molto stanco di questo!
Ehm, come? O Tata Mantide, ma, come “io mangio te”? Niente flirt, niente socializzazione: torridi amplessi domestici e basta? Se ti metti il tovagliolo prima di iniziare, però, urlo.
Voglio trovare un uomo serio!
Pensavo… buono.
Che egli mi sostenga nei momenti difficili e, soprattutto, ha voluto essere con me e apprezzare il nostro rapporto!
Giusto!
Cerco un uomo, che mi poteva amare per la mia pace interiore, per il mio personaggio, per i miei valori della vita! Per me, non importa come si guarda, la cosa principale che si erano buone, l’uomo simpatico!
Ehi, io ci ho fatto una fortuna sul “non bello ma simpatico”! Poi, noi italiani, si sa… Le matte risate. Ma com’è quella cosa del personaggio?
Per me, l’onesta e importante, il tuo mondo interiore, il tuo personaggio!
Anche il mio personaggio, eh. L’amore recitato.
Non so cosa mi ha spinto a corrispondenza via Internet! Ma ho deciso di provarlo! Se, tuttavia, mi piace comunicare con voi! E sarete agio con me! 
Eh, uno dei grandi vantaggi della Rete: avvicina le persone. Ma non è che se non va con me, molli tutto, disdici l’abbonamento a RuTelecom, eh.
Poi cercheremo di soddisfare. ?
Ma com’è ambigua quest’interpunzione! Soddisfare cosa, eh? Eh?
E saremo in grado di vedere in tempo reale!
La soddisfazione? Ah, ci spero. Di amoreggiamenti in differita…
Beh, forse si sono interessati alla domanda “perche sei tu?”
I lettori del blog? Sì. Perché io?
La mia ragazza ha conosciuto due anni fa con un uomo dall ‘Italia! Un anno fa, si e trasferita a vivere con lui a Roma! Hanno un grazioso appartamento e sono molto amichevoli in diretta!
La tua ragazza? Sempre più torbido. Congratulazioni ai due, comunque: l’ottuagenario pappone è contento? Ma soprattutto, Tata: che è ‘sta cosa della diretta? Vi mandate le cassette? Fate i collegamenti via satellite?
Al momento, mi chiama una visita! E forse presto faro il volo ad essa! Potremmo incontrare! Vi e un’altra opzione che si arrivera a me! E poi faremo il volo in It Together! 
Una visita a Matusalemme e alla tua amica? Insieme? In aereo? In it? E qual è l’altra opzione? Tata, te lo confesso: sono confuso.
Ma e il momento spettacolo. ?  Non dobbiamo guardare prima ?
Ancora l’interpunzione maliziosa! Spettacolo, uhm. Guardare, sì?
Ancora una volta, sto cercando un buono, buono, onesto. che ha bisogno di una relazione seria. Se sei cosi avanti alla vostra risposta. Se non sei pronto non sprecare il no non e il mio tempo. 
Cioè, se non sono buono, buono, onesto non ti scrivo neanche no? Neanche “no, grazie”?
Come ho detto, non ti distrarre! Mi auguro che non sia tolto molto tempo!
No, non mi distraggo, torno alle mie cose. Ma, come ti contatto?
Il mio conto irinkait@yahoo.com Cordiali saluti Tata
Il tuo conto, eh? Va bene. Ti mando qualche soldo. In diretta, sì.

I Presidenti

Nell’ultimo numero di Segnocinema c’è un bellissimo approfondimento sull’idea di nazione e nazionalità nel cinema italiano, uno dei più interessanti che la rivista abbia ideato negli ultimi tempi, a mio avviso. In un articolo si citava uno dei protagonisti di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l’ultimo agghiacciante film di Pasolini: viene chiamato il Presidente, ed è uno dei quattro simbolici uomini di potere che gestiscono le torture e le azioni del film. Una delle caratteristiche del personaggio che avevo completamente dimenticato, e che l’articolo mi ha fatto tornare alla mente, era la sua mania di raccontare barzellette.

E allora ho fatto un montaggio, un po’ raffazzonato.
[youtube=http://youtu.be/tWzTX4OD8_E]

Di |2011-03-22T08:00:00+01:0022 Marzo 2011|Categorie: Act Naturally, I Me Mine, Taxman|Tag: , , , , , |Commenti disabilitati su I Presidenti

Prospettive

In questo fine settimana ho scritto un breve articolo su un documentario di produzione svedese che parla dei movimenti di emancipazione degli afroamericani tra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’70: nel pezzo mi sono soffermato sull’importanza della distanza prospettica (culturale, sociale, storico, geografica, temporale) come mezzo per capire meglio determinati fenomeni.

Vi propongo, con lo stesso spirito, un servizio realizzato dalla maggiore rete televisiva australiana (più lontano di così) sulla concezione della donna nel nostro Paese. Il video non si può incorporare, quindi dovete vederlo nella sua pagina, qua.
Poi, se vi va, ne parliamo.

Lacrime, pantere e pinguini

Nella foto: io mentre mi concentro.

Questa sera tutti al Locomotiv, per tre motivi.
Il primo è il release party di Lacrima/Pantera, il nuovo dico dei Death of Anna Karina.
Il secondo è che, prima di loro, suonano i Gazebo Penguins, che sono personcine amorevoli che, solo per la tua trasmissione, sono capaci di fare un video così.
Il terzo è che Eleonora, che conduce con me Maps, mette i dischi insieme al sottoscritto.
Ho due dischi che uso per i dj-set che si chiamano Daje de chitara: mi sa che me li porto dietro.

Il regalo utile

Non so se TV Sorrisi e Canzoni sia tuttora il settimanale più venduto in Italia: se così fosse, non ne sarei stupito. Non l’ho mai comprato, ma l’ho spesso sfogliato, quand’ero piccolo, da amici o nelle sale d’attesa.
Dopo anni che non ne vedevo una copia, ho trovato l’ultimo numero della rivista nella buca delle lettere, qualche giorno fa. Ho subito pensato che ci fosse qualcosa su Berlusconi, dentro, non so perché. Conservo ancora gelosamente il suo magazine elettorale, spedito a tutti qualche anno fa. Invece no, niente Berlusconi, penso portandolo a casa.
No, niente Berlusconi, ma dopo aver letto:

– un editoriale di Alfonso Signorini che si indigna per la TV e il giornalismo spazzatura. Davvero;
– una lettera dai toni indignati di un telespettatore che denuncia una possibiità di brogli durante l’ultima puntata de “L’Isola dei Famosi” (lettera posizionata sotto l’editoriale);
– un articolo in cui Paolo Limiti rivela di avere i testi delle canzoni scritte da Giovanni Paolo II e che pensa a uno spettacolo sulle stesse con i più grandi interpreti della canzone italiana (cioè Al Bano, per dirne uno);
– e i testi delle canzoni del Papa,
mi sono sentito tanto, tanto, tanto triste, e sconsolato.
Poi ho visto Gerry Scotti, che per promuovere il suo prossimo programma si è vestito per un servizio fotografico da Jack Black che fa Gulliver. Ehi, ho pensato: la mia vita non è poi così male.

Back to the USA

Considerando che non posso permettermi un nuovo viaggio negli Stati Uniti, mi riferisco al fatto che Maps, la trasmissione che conduco dal 2007, è di nuovo sbarcata in America, con l’intervista a Mark Stewart di cui ho parlato anche in questo blog. Il ringraziamento va ovviamente a J. (ora in tour proprio colà) e a P. che è stato al mio fianco, camera in mano, a sopportare tutto quanto.

Di |2011-03-16T08:00:00+01:0016 Marzo 2011|Categorie: Eight Days A Week, Things We Said Today|Tag: , , , , , , |Commenti disabilitati su Back to the USA

Viva V.E.R.D.I.

Sabato sera fuori da un locale iniziano a chiacchierare con me due signori sulla cinquantina. Mi hanno riconosciuto dalla voce, una cosa che mi è capitata tre volte in dieci anni di radio, e sono desiderosi di raccontarmi “l’episodio rinascimentale” avvenuto la sera stessa al Teatro Comunale. Io già m’immagino l’inizio di Senso di Visconti, apprestandomi ad ascoltarli.

La mattina dopo, in onda, riprendo per sommi capi l’episodio, invitando chi tra il pubblico fosse eventualmente presente al Teatro a raccontarmi in diretta ciò che era successo. Una giornalista de L’Informazione all’ascolto (e al lavoro) mi manda un’e-mail perché anche lei vuole saperne di più. Poco dopo chiama un’ascoltatrice e racconta ciò che era successo.
Prima del concerto ha preso la parola una corista che ha denunciato lo stato delle cose nel mondo della musica (e in quello culturale in genere) leggendo un breve comunicato che si è concluso con le seguenti parole (che copio dall’Informazione): «La tristezza è lo stato d’animo con cui l’orchestra e il coro del Teatro Comunale si rivolgono stasera, con le maestranze tutte, al gentile pubblico. Governanti stolti, insensibili e sordi alla musica, all’arte e alla cultura continuano ad accanirsi con ulteriori tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo condannando di fatto tutti i teatri alla chiusura entro pochi mesi. “Io vi consolerò”, intona il coro con il soprano nel Deutsches Requiem. La musica, questa sera, è e resta per tutti noi l’ultima consolazione, l’unica dimora a noi congeniale, che ci protegga e ci difenda dalla barbarie dilagante nel nostro amato paese».
E pare che sia scoppiato un mezzo putiferio, con sostenitori e detrattori dello spirito del comunicato che lottavano a colpi di applausi e fischi. Sulle cifre che componevano le parti c’è dissenso.
Ma il punto è che ormai siamo arrivati a uno scenario che è una specie di imitazione della guerra civile: il Paese mi pare diviso, su tutto, con gli uni che stanno arrivando a odiare gli altri. C’è tensione nell’aria, anche in quella del Teatro Comunale di Bologna, e questo me l’hanno confermato di persona e al telefono.
Non so se sperare che questa cosa scoppi, finalmente, a guisa di bubbone, o se infine prevarrà il nostro spirito patrio buffone e da Commedia dell’arte (il nostro vero “testo” generativo) e che quindi da quest’imitazione di guerra civile ne discenda una parodia e, poi, tutto (come ormai accade spesso) si dissolva nel nulla.

Compliments

Così si potrebbe riassumere la mia recensione del concerto dei Band of Horses dell’11 febbraio scorso. Se invece volete leggervela tutta è qua e su Jam di questo mese. Hanno pubblicato anche una delle mie foto scattate all’Estragon: so’ soddisfazioni!

Di |2011-03-14T08:00:00+01:0014 Marzo 2011|Categorie: Eight Days A Week, I'm Happy Just To Dance With You, Tomorrow Never Knows|Tag: , , , , , , |Commenti disabilitati su Compliments

Daghe, amore e stregoneria

Era un po’ che non andavo a un concerto metal, ma non mi aspettavo che lo fosse quello degli Electric Wizard visto qualche ora fa. Probabilmente perché il concerto era ospitato al caro Locomotiv Club, che di solito non ha in programmazione live di questo tipo. Eppure, sarà che gli Electric Wizard hanno come ispirazione i Black Sabbath, producono suoni pesanti e sepolcrali, parlino di stregoneria, orrore e messe nere e suonino metal, ma insomma il Locomotiv era pieno di metallari, ieri.
Un panorama spiazzante solo all’inizio, considerando che c’è tutt’altra popolazione che frequenta solitamente il circolo. Comunque, è bastato guardarmi intorno, carpire alcuni discorsi, vedere la ressa ai banchetti di dischi,e delle piccole distribuzioni, e sentirmi dire “scusa” perché una persona mi aveva urtato per sbaglio per confermare, ancora una volta, quello che scrissi anni fa: il popolo dell’heavy metal è il migliore di tutti. Tutti gentili, tranquilli, fieri in maniera sincera delle loro giacche e toppe con teschi e spade (ne ho ancora un bel po’ anche io, da qualche parte).
E curiosando in rete, scopro Metalheads Against Racism. Quasi quasi formo una band solo per comparire nel chilometrico elenco delle adesioni: le magliette giuste, del resto, le ho già.

Di |2011-03-11T08:00:00+01:0011 Marzo 2011|Categorie: Eight Days A Week, I'm Happy Just To Dance With You|Tag: , , , , |Commenti disabilitati su Daghe, amore e stregoneria
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