Francesco Locane

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Eloquenza politica

Anna Bredice, giornalista di Popolare Network, fa una domanda a Bossi. E lui risponde in maniera onomatopeica.
Abbiamo la certezza che la pernacchia che sentite sotto sia stata fatta con la bocca: non vi è quindi alcuno spazio per una citazione dantesca. (Ecco qua).

 

(Grazie ai colleghi di PopNet)

Di |2021-09-06T10:22:29+02:0021 Gennaio 2011|Categorie: Taxman, Things We Said Today|Tag: , , , |Commenti disabilitati su Eloquenza politica

Troie

Mercoledì ero sull’autobus che mi riportava a casa, quando è salito dalle porte centrali un uomo piuttosto basso e molto grasso. Aveva due stampelle e un oggetto che era una via di mezzo tra un trolley e un carrellino per la spesa. Con estrema fatica si è arrampicato sul pianale dell’autobus ed è avanzato, spingendo se stesso con le stampelle e il carrellino.
Mi sono offerto di aiutarlo e almeno ho trascinato io il carrellino per un metro fino alle prossimità del sedile che l’uomo stava per conquistare. Ovviamente, non appena si è seduto, mi ha iniziato a raccontare la sua storia, dopo avermi ringraziato ed essersi lamentato che non lo aiuta nessuno.
“Mi hanno preso sulle strisce e mi hanno ridotto così. Le placche, con le placche sono tornato a casa. Il dottore mi ha detto Si riprenderà, ma…” e ha concluso la frase con un eloquente gesto dell’ombrello. “E i dolori, di notte… Da piangere”, ha aggiunto sbuffando rabbioso e lisciandosi i pantaloni sformati.
Io annuivo.
“E poi le troie con gli stronzi nel carrello…”
Io ho fatto una faccia a punto di domanda.
“Quelle che salgono con lo stronzo nel carrello e non ti fanno passare”
Inizio a capire: mamma con passeggino. Possibile?
“Una volta ero con questa troia con lo stronzo nel carrello e vedeva che dovevo scendere, ma…”
“Non c’è bisogno di chiamarle troie”, ho detto.
Le teste degli altri passeggeri si sono voltate, come se fosse venuto un suono da una fonte inattesa, come se una pietra avesse deciso di mettersi a fischiettare di punto in bianco. Anche l’uomo ha espresso dello smarrimento.
“Le troie”, ha ribadito con minor convinzione. “Le… Io, insomma…”. Poi si è ripreso. “Le troie!”
“Sì, ma non c’è bisogno di chiamarle troie. Nessuno dev’essere chiamato in quel modo”, ho ripetuto.
In quel momento un’altra voce si introduce nella conversazione. Io non faccio in tempo a girarmi che sento qualcuno dire: “Ma sì, lo dice per… nervosismo”.
È una donna che parla.
“Sì, ma…”
“Per nervosismo, così”, ribatte lei un po’ debolmente.
Il pensiero e le parole giuste sono arrivate troppo tardi, e quindi non ho detto: “E speriamo che lei non lo incontri mai in un momento di nervosismo, anche se mi sembra pronta a giustificare un uomo che le dà della troia.” Inteso con o senza stronzo nel carrello.

Di |2011-01-21T08:00:00+01:0021 Gennaio 2011|Categorie: I've Just Seen A Face|Tag: , , , |Commenti disabilitati su Troie

Tornare a ballare e fare i diggei

Ne è passato di tempo, da quella serata di luglio, il cui resoconto è stato molto apprezzato e commentato. Ma domani sera torno a mettere un po’ di dischi. Sarà mia compagna la coconduttrice di Maps, la cara Eleonora. Volete vedere che faccia abbiamo? Volete sputarci forte? Cogliete l’occasione di farlo e di vedere dal vivo Uochi Toki e Bachi da Pietra.

Il tutto al Locomotiv Club, domani sera.

Di |2011-01-20T08:00:00+01:0020 Gennaio 2011|Categorie: Eight Days A Week|Tag: , , , , , |2 Commenti

Tornare a leggere e a scrivere

È un po’ che non si parla, da queste parti, della mia scrittura e di conseguenza delle mie eventuali letture in giro per il mondo. Be’, si ricomincia. I giovini della Casa Lettrice Malicuvata, infatti, hanno scelto un mio racconto per il loro prossimo Annuario (ne vedete la copertina in anteprima, ma non è ancora pronto fisicamente). Per presentarlo, domani da Zammù, in via Saragozza 32/a, a Bologna, dalle 2130 in poi c’è Circus delire: attraverso passaggi di periferie, con letture da Racconti di periferie (l’antologia di Malicuvata del 2010) e Attraverso passaggi (di cui vi ho parlato sopra).

Insomma, siateci domani. Insieme a me Simone Rossi, Dario Falconi, Alfio Génitron, Marta Casarini, Elena Marinelli, Chiara Reali.

Residui di Liverpool

È uscito il nuovo numero di Jam, una rivista mensile di musica ben fatta e scevra da entusiasmi dell’ultimo minuto per una o l’altra band a caso. Nelle prime pagine c’è un mio pezzo, con tanto di foto, del concerto in memoria di John Lennon: insomma, il motivo originario per cui sono andato a Liverpool lo scorso mese.
Se volete, l’articolo è qua.
Se invece vi siete persi il resoconto liverpudlian, ecco le tre comode puntate.

Di |2011-01-18T08:00:00+01:0018 Gennaio 2011|Categorie: Eight Days A Week, I'm Happy Just To Dance With You, Tomorrow Never Knows|Tag: , , , |Commenti disabilitati su Residui di Liverpool

B/N

Qualche giorno fa il tema del giorno a Maps era l’indicare i segni del declino in atto. Be’, ieri sono andato al cinema a vedere un film uscito da pochissimo, che ha avuto successo alla Festa di Roma. Fuori dal cinema un cartello avvisava che il film era in bianco e nero, come per dire “E non dite che non vi abbiamo avvisati”. Ecco, io credo che se un cinema riceve lamentele perché proietta un film in bianco e nero, tanto da essere costretto a specificare il tipo di fotografia dello stesso fuori dalla sala, è uno dei tanti segni di quanto siamo ancora lontanissimi da una forma qualsiasi di civiltà in questo Paese.

Di |2011-01-17T08:00:00+01:0017 Gennaio 2011|Categorie: I Me Mine|Tag: , , |Commenti disabilitati su B/N

Pura Accademia

Alla mail del blog mi è arrivata una lettera che dice:

Cari Colleghi e Bloggers,
sperando di fare cosa gradita, invio in calce le informazioni relative al Corso on-line “Come trovare o cambiare lavoro”, attivato dall’Accademia del Tempovissuto. Se avete bisogno di altre informazioni o per proporre collaborazioni, non esitate a contattarci.
Con viva preghiera di diffusione.
Un cordiale saluto
Ufficio Stampa Accademia del Tempovissuto


La cosa mi affascina da subito. In allegato alla mail ci sono le immagini che pubblicate qua e il programma del corso citato, che scopro è a cura del professor Giacomo Papasidero. Oltre ai punti didattici fondamentali, che sono quelli dell’immagine, c’è una bibliografia di cinque volumi tutti sulla linea del “Conosci te stesso” e “Sii più figo in dieci minuti”. Oh, il self-help magari funziona.
La valutazione del corso è “la riuscita o meno degli allievi nella ricerca di un lavoro: ottenere più colloqui sarà un parametro utile per monitore l’intero processo, fermo restando che l’ambizione finale del corso è di consentire agli allievi di trovare un’occupazione.” Oh, magari Lapalisse è un genio incompreso.
Il costo del corso è 200 euro esente IVA. Oh, hanno sicuramente bisogno di soldi.
Sempre più curioso vado al sito dell’Accademia del Tempovissuto. Le sezioni sono quelle di un sito accademico vero e proprio. Dalla home page. Eh già, perché entrando nelle singole pagine si ha un’idea più precisa di cosa sia l’Accademia: anzi, partendo proprio dalla pagina dell’Accademia si scopre che questo ente on-line ha come scopo un fine culturale Alto (la maiuscola è loro) che consiste nella trasmissione di sapere.
Ah, ecco.
Il metodo, invece è… una serie di lezioni, con dispense, appunti, aree riservate agli studenti. Sì, ma che corsi posso frequentare?
Uno: “Come trovare o cambiare lavoro”, tenuto dal docente già citato. Ma i docenti quanti sono?
Due: Giacomo Papasidero. E Marco Papasidero. Curioso caso di omonimia.
Alla sezione Bandi e concorsi si vede che le selezioni per i nuovi docenti sono terminate. Selezione dura: non hanno preso nessuno, come si evince dalla pagina dei docenti.
Alla sezione Contatti ci sono mail, nome Skype, cellulare e l’organigramma. Se vi dico che il responsabile è Giacomo Papasidero scommetto che indovinerete il nome del Responsabile didattico e amministratore.
Torno alla mail. In fondo a tutto, oltre a un link per iscriversi, c’è anche un collegamento indicato come “Non sei ancora convinto?”. Ci ho cliccato sopra, sperando di andare a un sito neoevangelico o alla pagina iniziale di Google. E invece no, c’è un modulo da compilare.
In conclusione: forse non troverete lavoro, ma ora sapete che fare dei dati del vostro peggior nemico.

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