I’m Happy Just To Dance With You

Terapia

Talvolta, nella vita, diventa naturale o necessario troncare i rapporti con certe persone: spesso ciò deriva dall’intensità emotiva della relazione, le cui basi, però, non esistono più o sono state gravemente danneggiate.

Del rapporto tra me, i CCCP e i CSI (e infine i PGR) ho parlato in un post di qualche anno fa: l’ho riletto e concordo con molto di quello che ho scritto. Però la mancanza delle canzoni delle prime due incarnazioni della band non se n’è mai andata. Ho tutto, ma l’idea di risentire la voce di Ferretti, un tempo così vicina, ora distante perché indissolubilmente ormai legata alle sue sparate (diradatesi, per fortuna), mi ha sempre urtato. Certo, è capitato di accontentare richieste in radio e di passare le loro canzoni, ma spesso sono arrivati commenti degli ascoltatori che esprimevano bene il senso di disagio che si può provare nell’ascoltarle.

Insomma, ero malato, in un certo modo.

L’occasione è arrivata sabato sera, quando ha fatto tappa a Bologna il tour estivo che vede insieme Angela Baraldi e Massimo Zamboni alle prese con il repertorio dei CCCP e CSI. Sono andato scettico verso il concerto, ma è bastato che i due salissero sul palco e iniziassero a suonare insieme agli altri musicisti della band per ricordarmi di quanto siano semplicemente belle le canzoni di Ferretti e Zamboni.

Il concerto è stato sempre più coinvolgente, fino a quando Zamboni ha detto: “Questo concerto si chiama ‘Come una terapia’ e quindi… ‘Curami'”. La canzone è esplosa e io ho capito che effettivamente stavo facendo una terapia nel momento in cui questa si era conclusa. E mi sono goduto tutte le canzoni del bel concerto, anche quelle firmate da quell’uomo ora così distante, con gioia e partecipazione.
Quindi: addio, Giovanni. Sono riuscito a dimenticarti senza scordarmi di te.

Di |2024-05-26T18:10:34+02:004 Luglio 2011|Categorie: I Me Mine, I'm Happy Just To Dance With You|Tag: , , , , , , , |Commenti disabilitati su Terapia

Nounion

La moda delle reunion di band più o meno note è sempre al galoppo. Una delle migliori “pre-smentite” di reunion che ho letto di recente è legata all’uscita di un disco “perduto” degli Screaming Trees. Il comunicato stampa che accompagna l’album, per evitare le illazioni e le voci, recita:

“No plans for a reunion, as the band members are finally well-adjusted adults who actually get along with each other and have happily moved on with their lives.”

Solo per questo comunicato amo l’ex-band di Mark Lanegan ancora di più.

Di |2024-05-26T18:14:40+02:0030 Giugno 2011|Categorie: I'm Happy Just To Dance With You|Tag: , , |Commenti disabilitati su Nounion

Il DJ vs. il Paese reale – Appendice 2. Dell’importanza di nomi, suggerimenti e generi nelle richieste musicali

Mettere qualche disco al matrimonio di sabato con P. e F. è stato più che divertente: uno spasso. Certo, anche in una villa isolata da un bosco può mettere piede la Polizia Municipale a causa di lamentele giunte per il volume troppo alto, probabilmente da una famiglia di tassi, ma tutto il mondo è un paese, a quanto pare. Anche per le richieste che arrivano puntualmente e che (senza ironia) ti danno la possibilità di accontentare una persona e talvolta di renderla davvero felice. Per questo, a parte l’ironia che se ne è fatta in questi post, se qualcuno chiede una canzone, cerco di metterla, prima o poi. Figuriamoci a un matrimonio.

Però succedono delle cose davvero buffe: come ad esempio, sabato, una ragazza che mi chiede “Rock N Roll”.
“Dei Led Zeppelin?”, domando.
“Ah, sì, i Led Zeppeling“, dice lei tradendo la conoscenza della grammatica inglese.

“Dovrei averla…”, mormoro iniziando a cercare il cd.
“Ma anche un’altra dei Led Zeppeling“, rilancia la ragazza.
“Ah, ok: quale vuoi?”
“Non so… ‘Stairway to Heaven’?”
Per fortuna in quel momento P. tira fuori il cd con “Rock N Roll” ed evitiamo il penoso tentativo di fare ballare gli invitati sulla lunghissima epopea di Page e Plant.

Poco dopo, però, si presenta un ragazzo che chiede prima del “rap futurista” (dei Marinetti bros., presumo) e subito dopo, senza neanche darmi il tempo di stupirmi, del country.
Mi chiedono del country da ballare e qualcosa mi viene in mente, un lampo. Ma il fatto è che, sarò un dj scarso quasi quanto a fare il cowboy, ma io non ho nulla di quel genere con me. A parte…
“Johnny Cash”, fa il ragazzo, mentre mima che suona una chitarrina.
Ce l’ho, ce l’ho.
“Un attimo”, dico. Ma lo stesso ragazzo dice ancora: “Anche una canzone folk.”
Country o folk, penso. Cos’è che mi ricorda?
“O qualcosa dei Blues Brothers”, suggerisce ancora lui.
E io mi illumino. Perché era esattamente quello il film: i musicisti entrano in un locale. “Che musica si suona qui?”, chiede la band. “Oh, nel facciamo di tutti e due i tipi”, risponde il gestore che indossa un cappello a falde larghe. “Country e western”.
E io so che cosa mandare in quel momento: un pezzo che mai avrei pensato potesse trovare spazio in un djset, questo.

Capisco che abbiamo avuto successo quando vedo che anche la ragazza dei Led Zeppeling danza scatenata insieme agli sposi.

Il DJ vs. il Paese reale – Appendice 1. Del concetto di “ballabile”

Vi ricordate, nella scorsa estate, il DJ set bizzarro che ho fatto? Uno dei termini chiave di quella sera era stato “ballabile”.
Venerdì scorso, stesso posto. I DJ della radio si alternano e prima di me ce ne sono due che stanno facendo impazzire il pubblico: eh, so’ bravi, so’. Sta girando l’ultimo pezzo. Neanche arrivo ai piatti che si avvicina una ragazza: “Oh, metterai qualcosa di ballabile, almeno tu?”. Io evito di:

1. fare presente alla ragazza che stanno ballando tutti;
2. iniziare con lei una discussione sul concetto da lei lanciato (è il caso di dirlo) in pista;
3. risponderle proprio.
Quindi la guardo con un sorrisetto che vuol dire “aspetta, aspetta”. E metto questo pezzo:

Scelta banalissima, sì, ma insomma: la gente (com’era facile prevedere) continua a ballare felice, bene. Nel giro di cinque secondi mi dicono che c’è tempo per solo un’altra canzone e ritorna la ragazza di prima, con l’aria incazzata, che mi dice: “E questo lo chiami ballabile?”. Io la guardo, le sorrido, le metto una spilletta di Maps (sfortunatamente chiusa) in mano, e le dico “Sì”. Dopo di che sono andato in pista, in mezzo alla gente che ballava, senza saperlo, il penultimo pezzo di quella serata.

John e Dylan su Jam

Il nuovo numero di Jam ospita due mie recensioni: la prima è una rielaborazione del post che ho scritto sul meraviglioso live di John Grant, l’altra, invece, riguarda Dylan Carlson e gli Earth, che sono passati dal Locomotiv di Bologna qualche settimana fa.

Come al solito, se cliccate sull’immagine qui a fianco potete forse leggere qualcosa. Se no, comprate il giornale!

Di |2024-06-02T16:56:17+02:0014 Giugno 2011|Categorie: Eight Days A Week, I'm Happy Just To Dance With You, Tomorrow Never Knows|Tag: , , , , , , , , |Commenti disabilitati su John e Dylan su Jam

Un altro offMaps

Domani a Bologna dovevano esserci gli Happy Mondays, ma niente, il concerto è stato annullato. Siamo però qui pronti a darvi un’alternativa: a Leggere Strutture, in via Ferrarese, con la complicità dell’Officina Letteraria Ultima Sigaretta, ci sarà un nuovo appuntamento con offMaps. Si tratta di una “trasferta” della trasmissione radiofonica che conduco ogni pomeriggio: rimane la formula della chiacchiera libera e del minilive, ma tutto viene fatto dal vivo, e non irradiato. Insomma, o siete là presenti, dalle 21 circa, o ciccia.

L’ospite di offMaps@Leggere Strutture sarà Marco Parente, che da qualche mese ha pubblicato il suo disco La riproduzione dei fiori. Chiacchiererò con lui del suddetto disco e di altre amenità, e lui suonerà dei brani del disco in una speciale versione acustica, con voce, chitarra e piano. Marco sarà ospite di Maps domani pomeriggio.
Insomma, siateci. Gli Happy Mondays, comunque, non vi meritavano.

Di |2024-06-02T17:22:09+02:0026 Maggio 2011|Categorie: Eight Days A Week, I'm Happy Just To Dance With You|Tag: , , , , , , |Commenti disabilitati su Un altro offMaps

La prima volta di “Smells Like Teen Spirit”

Devo avere sentito la canzone cardine degli anni ’90, per la prima volta, intorno alla fine del 1992: i dischi arrivavano lentamente in provincia, come tartarughe spiaggiate. Ma, oltre ai Nirvana e al loro entourage, altri esseri umani la sentirono per la prima volta nell’aprile del 1991, il 17 per la precisione, in un concerto all’OK Theatre di Seattle, mesi prima dell’uscita di Nevermind.

Se i miei ricordi rispetto al primo incontro con “Smells Like Teen Spirit” sono confusi, non penso possano esserli quelli degli spettatori che si vedono nel video qua sotto.

Sì, lo so che era meglio scrivere questo post il 17 di aprile, ma fate che sia lo stesso, eh.

Di |2024-06-02T17:49:24+02:0017 Maggio 2011|Categorie: I'm Happy Just To Dance With You|Tag: , , , , , |Commenti disabilitati su La prima volta di “Smells Like Teen Spirit”

Electroche?

Nella foto: il Roland TB-303, ciò da cui tutto (o quasi) ebbe inizio.

Frequento in vari modi la musica da quando ero piccolo, ma non posso di certo dire di saperne di musica. Conosco bene alcune cose, moltissime in maniera approssimativa e altrettante mi sono quasi del tutto ignote.

Per questo mi sono divertito molto (e ho imparato un sacco) da questo link che mi ha passato S.: si tratta di una “guida alla musica elettronica” dalle origini ad oggi. Ci sono canzoni da sentire, mappe da navigare, collegamenti interessanti e, se avete voglia di mettervi a leggere, un “tutorial” (che in realtà è un’introduzione all’argomento) a tratti spassoso.

Di |2024-06-02T18:07:49+02:009 Maggio 2011|Categorie: I'm Happy Just To Dance With You|Tag: , , |Commenti disabilitati su Electroche?

Quarto viaggio di Maps negli USA

Se il post di ieri si chiudeva con “Signora mia, sono soddisfazioni”, questo si dovrebbe aprire allo stesso modo.

Dopo la comparsa di Maps su Pitchfork nel dicembre 2007, marzo 2008 e marzo di quest’anno, ecco che qualche giorno fa la session registrata nei nostri studi a novembre con i Male Bonding è finita qua.

Ma la cosa che davvero mi e ci inorgoglisce è la definizione che l’articolo dà della radio nella quale lavoro da dieci anni: “one of the largest independent radio stations in Italy”.

Arrossisco.

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