Il silenzio come arte d’élite
E quindi niente più depliant al Museo della Memoria di Ustica: pare che un ex-alto-papavero dell’Aeronautica abbia querelato il Comune. La prima immagine che ho avuto è quella di un museo (che non ho colpevolmente mai visitato, ma che in qualche modo conosco) silenzioso, che mostri solo i reperti, su cui troneggiano i resti ricostruiti della carlinga dell’aereo precipitato quella notte. “Che immagine imponente!”, ho pensato sulle prime.
Però poi ho riflettuto un po’, e ho pensato che in questo modo si perderebbe molto del potere di quello che è un monumento all’oscurità del Paese, il segno di una verità ancora nascosta e della forza di chi resiste per svelarla. Questo perché l’Italia è un Paese in cui, come in molti altri, la gente riflette sempre meno e, soprattutto, ha bisogno di stimoli immediati, chiari, diretti e concisi. Altrimenti la gente non capisce.
Chi ha compreso (e in parte ha favoreggiato) questo carattere del nostro popolo, vince le elezioni da anni e anni, riempiendo di sue parole e immagini tutto il riempibile; e, quando gli viene fatto notare che ci sono delle regole per cui non si può agire in tal modo, dice che “gli impediscono di parlare”.
Quindi quella arrivata ieri è una brutta notizia: perché i resti di quell’aereo per molti, per quanto incredibile sia, non credo che dicano abbastanza.
Scoprire per puro caso un
Leggo dal
Io, che penso di essere immune da processi di rimozione, ho continue prove che ciò non è vero. Non stiamo parlando di grossi traumi, ma di rotture di palle perpetuate per mesi, sia chiaro. Cose noiose e invadenti di cui mi ero completamente dimenticato. Come Clippy, una delle creazioni più inutili e noiose nella storia del software: e pensate che era stata creata per aiutare l’utente.
Sì, è una mongolfiera. No, probabilmente la bandiera è francese.