Francesco Locane

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Presentare libri di Gianluca Morozzi

Questa indicata dal titolo è una delle attività che ho fatto più di frequente (a parte quelle quotidiane) nella mia vita. Ho iniziato, se non sbaglio, con diverse date di Blackout e continuo stasera. La domanda (corretta) che voi piccoli lettori vi state facendo è: ma quale dei tanti libri di Morozzi usciti negli ultimi mesi il nostro presenterà? Avrei avuto l’imbarazzo della scelta, ma in effetti si tratta dell’ultimo-ultimo Spargere il sale, una raccolta di racconti pensata come una raccolta di b-side, inediti e rarità (e sono sicuro che il paragone verrà apprezzato, conoscendo Gianluca).

Insomma, l’appuntamento è, per chi è a Bologna, alla Feltrinelli di Via dei Mille dalle 21. Con me e Gianluca ci saranno due guest-star: Freak Antoni e Dandy Bestia degli Skiantos. Accorretevicisi.

Customer Care

Da qualche anno sono abbonato alla rivista “Mojo”, inizialmente dono dell’amico fratello-di-parole. Mi ha creato dipendenza da subito e quindi ho rinnovato l’abbonamento. Tutto è andato bene, fino a che, l’estate scorsa, dei numeri sono andati persi.

Colmo di sconforto, ho contattato via mail il servizio clienti. Mi hanno consigliato di farmeli mandare in un altro posto (la fama mariuolesca dell’Italia ha varcato la Manica da secoli) e si sono profusi in scuse. Mi hanno mandato uno dei numeri che avevo perso due volte (l’altro era esaurito), hanno cambiato prontamente il luogo di recapito, mi hanno regalato due mesi di abbonamento (corrispondenti ai numeri persi!) e tutto è filato via liscio.
Questo fino al rinnovo dell’abbonamento: il primo avviso mi è arrivato via mail, ma con estremo anticipo. Poi me ne è arrivata un’altra di mail, con un link: sono arrivato al sito di GreatMagazines che mi ha offerto l’abbonamento annuale a 67 sterline circa. E l’ho fatto. Il giorno dopo, sorpresa, mi arriva una lettera-di-carta che mi offre di rinnovare l’abbonamento a venti sterline di meno di quanto fosse il prezzo on-line.
“E che sfiga”, ho pensato. Ma ho contattato lo stesso il servizio clienti, spiegando la situazione. Il risultato? Mi hanno risposto chiedendomi se volessi i soldi indietro o se, invece, preferissi che le venti sterline “in più” fossero tramutate in un’estensione dell’abbonamento.

Ecco: dopo questo piccolo episodio, mi sono chiesto cosa sarebbe successo se “Mojo” fosse stato un giornale italiano. Avrebbero fatto casino, avrebbero perso un abbonato e, quindi, dei soldi molto importanti per il bilancio di una testata. Ci vuole così tanto a capire che la cortesia paga, nell’editoria e nelle cose di tutti i giorni?

Di |2011-02-15T08:00:00+01:0015 Febbraio 2011|Categorie: I Me Mine|Tag: , , , , |3 Commenti

Una possibilità per documentarsi

Ma come, ho pensato: io che segnalo un sacco di cose mie su questo blog, in sommo disprezzo a ogni contenimento dell’ego, mi sono dimenticato di piazzare l’ennesimo link autopromozionale?
Rimediamo: da qualche mese collaboro con la Pampero. Non mi pagano in bevande, se no chissà che fine facevo, e non faccio l’assaggiatore. Insieme all’amico-di-lunga-data F. e a validi collaboratori, scrivo per lo più di cinema. Niente di nuovo sul fronte, direte voi, vista la trasmissioncina apposita. Sì, però Pampero Fundaciòn si occupa di documentari. Ed ecco che l’interesse un po’ aumenta, visto che in Italia il documentario ha trovato o ritrovato di recente un po’ di attenzione da parte degli addetti ai lavori e della società intiera.
Qui c’è il mio ultimo pezzo, uscito alla fine della scorsa settimana, sulla meravigliosa coppia Kinski-Herzog. Ma ve ne sono molti, molti altri firmati dal resto della redazione che meritano una lettura attenta.

Ve l'avevo detto, io

In questi giorni sono terribilmente distratto a proposito di quello che sta accadendo nel mondo e in Italia. Gli impegni di lavoro si accavallano e mi costringono a dare un nuovo significato al concetto di “multitask umano”.
Mi sono accorto ieri, quindi, della polemica sulla mancata messa in onda su RaiTre della scena finale de Il Caimano di Moretti, durante “Parla con lei”.
Allora ho cercato nel blogghe che qui leggete e ho scoperto che, quasi esattamente un anno fa, prima di Ruby e zoccolame vario, avevo scritto questa cosa, riguardo ad altri (ne siamo certi?) problemi del Capo del Consiglio, che si concludeva con…
Va bene. Gli occhiali ce li ho. Per la pelle blu ci stiamo lavorando.
Che è meglio.

Di |2011-02-11T08:00:00+01:0011 Febbraio 2011|Categorie: Glass Onion, I Me Mine, Taxman|Tag: , , , , , |0 Commenti

L'altro me, secondo Google

Ce ne sono due, in realtà, di miei omonimi: ma uno credo sia un ragazzino toscano particolarmente dotato nella corsa. Insomma, un mio opposto. Di persone che invece compaiono digitando il mio nome su Google, ce n’è una che mi incuriosisce, e che ultimamente sta toccando da vicino la mia vita.

L’altro me è un professore di scuola superiore calabrese che, per arrotondare, affitta anche una casa sulla costa tirrenica. Cercandomi su internet (dai, è come la masturbazione: tutti lo fanno, nessuno lo dice) ho carpito più o meno queste informazioni sul mio omonimo, oltre ad avere trovato con un click alcuni dati sensibili (la privacy? Mah).
L’altro giorno mi ha chiamato un’addetta stampa recentemente assunta da una casa editrice con cui ho avuto e ho a che fare. Sapeva tutto di me, e fin qua niente di strano: questo fa anche parte del suo lavoro. Quando ha verificato i miei dati, però, l’unica cosa non corretta era la mail: la prima parte dell’indirizzo era giustamente “nome.cognome”, ma il provider era un altro. Quello della mail dell’altro me.
E poi l’altro giorno: mi arriva nella casella di posta elettronica una mail in cui mi si chiede il via libera per inserire in un sito immobiliare le tariffe di locazione di una villetta (molto bella, ci sono anche le foto in allegato) sulla costa tirrenica calabrese. Per come stanno le cose, io ve lo confido, piccoli lettori: se in autunno mi rendo conto che qualcuno ha versato l’affitto di agosto sul mio conto, faccio finta di niente.

Di |2011-02-10T08:00:00+01:0010 Febbraio 2011|Categorie: I Me Mine|Tag: , , |0 Commenti

Gimme Shelter

Annunciaziò, annunciaziò. Questa sera dalle 21 a mezzanotte (cambio di programma!) sarò in piazza Verdi a mettere un po’ di dischi all’interno dello spazio Almamater, calduccio e confortevole. Venite, vi godete il bar e il tepore e ascoltate canzoni e ballabili. Fate pure delle richieste, portate i Negroni al dj, ma ricordatevi che non ho “Waka Waka”.

Di |2011-02-09T08:00:00+01:009 Febbraio 2011|Categorie: Eight Days A Week|Tag: , , |2 Commenti

Usare le armi del nemico per combatterlo

Come sempre accade, gli spazi pubblicitari della finale del Superbowl sono costosissimi, perché garantiscono un’audience enorme e inamovibile. Tutto ciò che ruota intorno alla finale, show musicali e spot compresi, ha un’eco mediatica subitanea. Per questo spesso le grandi aziende hanno lanciato dei loro prodotti con uno spot che ha avuto la sua “prima” in quell’occasione.

La Motorola ha presentato un tablet, che è forse l’unico reale concorrente possibile dell’iPad, con uno spot trasmesso durante la finale di un paio di sere fa. Questo.

[youtube=http://youtu.be/8BPFODsob1I]

Nella finale del 1983 la Apple lanciò il suo primo personal Macintosh con uno spot famosissimo diretto da Ridley Scott. Questo.

[youtube=http://youtu.be/HhsWzJo2sN4]

Una bella nemesi, ma con il concept del concorrente, seppur genialmente stravolto.

Di |2011-02-08T08:00:00+01:008 Febbraio 2011|Categorie: Glass Onion|Tag: , , , , , , , |0 Commenti

Giochiamo che…

Venerdì ho visto uno spettacolo che mi ha fatto rimanere con gli occhi spalancati sul palcoscenico, tranne quando li ho asciugati per le risate sguaiate che ciò che vedevo mi provocava. Si chiama Duel, ed è opera di due straordinari musicisti, Laurent Cirade al violoncello e Paul Staïcu al piano. In un’ora e venti i due hanno letteralmente giocato con la musica, suonando in maniera bizzarra i rispettivi strumenti (a cui si sono aggiunti un violino, un didjeridoo, diverse percussioni e una specie di celesta), ma trasfigurando gli stessi. Per cui il violino è diventato un poppante, il pianoforte un bancomat, il violoncello una chitarra, uno spiedo da arrosto e una donna da conquistare. Lo stesso trattamento è stato riservato alla musica, da Mozart a Lou Reed, da Boccherini a Grieg: tutto scomposto, rimescolato, usato per giocare, appunto.
Lo spirito di Duel è esattamente quello del gioco più puro, del “fare finta che”, del recitare (jouer). E ciò che i due destano è meraviglia, stupore e fascinazione totale. Da domani sono a Milano: non perdeteli.

[youtube=http://youtu.be/VwZv7iq_PW0]

Di |2011-02-07T08:00:00+01:007 Febbraio 2011|Categorie: Act Naturally|Tag: , , , , , , , |0 Commenti

Fa un freddo porco

No, il blog non si è ancora tramutato del tutto in un ricettacolo di luoghi comuni e discussioni di stampo meteorologico, anzi: segnalo due cose che uniscono due tra i piaceri della vita.

Il primo, rimaniamo su temi recenti, è la scrittura. ISBN Edizioni lancia un concorso chiamato “Io sono febbraio”, ispirato al titolo di una delle ultime uscite della casa editrice milanese, firmata da Shane Jones. Si può partecipare con un racconto, un video, una foto e mille altre cose, fino alla fine del mese: ma il freddo dell’inverno, in qualche modo, deve esserci negli elaborati. Qui tutte le informazioni.
Il secondo è il cibo: è partita infatti da alcuni blog culinari l’ennesima “azione web” contro le porcate dei nostri governanti. Entro il sei febbraio “Liberiamoci del maiale”. Nel senso che, entro domenica, tutti sono invitati a postare sul proprio blog una ricetta a base di carne suina. Questa iniziativa non cambierà niente, ma ce ne sono talmente tante vacue e stupide, soprattutto su Facebook, che almeno qui qualcosa di utile viene fuori.
Parteciperò? Con il poco tempo che ho a disposizione ultimamente, direi che il risultato migliore sarebbe un racconto per ISBN che racchiuda una ricetta con carne di maiale. Ho scritto qualcosa di simile, anni fa, e mi è pure andata bene: il racconto fu pubblicato. Prima di andare a Milano alla premiazione di questo concorso, in effetti, scrissi sul blog una ricetta. Eccola. E il cerchio si chiude.

Dr. Dre ti ha inviato un messaggio


Due semplici indizi per capire che Detox, il prossimo disco di Dr Dre sarà brutto, vecchio e sbagliato:
1. Dr Dre spamma su MySpace inviando messaggi a tutti;
2. il messaggio ha un link per iTunes, per comprare il singolo “I Need a Doctor” (feat. Eminem, chevvelodicoaffà) a 1,24 dollaz.
Ma va’, va’.

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