Cuori e cappellini di lana

Mi ricordo bene di quando vidi il video di “Disillusion”: più di dieci anni fa mi colpii questo bizzarro personaggio che portava la gente sulle spalle in giro per New York. Mai avrei pensato che, una decina di anni dopo, Badly Drawn Boy sarebbe arrivato nella mia trasmissione per suonare dei brani in acustico e fare due chiacchiere. È stato l’ultimo live della quarta stagione di Maps e, quella sera, Damon Gough ha suonato in Vicolo Bolognetti.
Quella che vedete là sopra è la mia recensione del concerto, pubblicata sul numero di “Jam” in edicola in questi giorni. Cliccate, leggetela, comprate il giornale. Nel frattempo, qua sotto, ecco una cover degli Smiths fatta in radio e filmata da LessTV: a momenti scoppiavamo in lacrime…
Quando ero piccolo, la CGIL era cigielle: che ne sapevo io che quella era una sigla? Per me era un posto dove mio padre andava quando tornava dal lavoro, talvolta. Cigielle: con quella “i” dopo la “g” pronunciata senza indugi, come per dire “Tranquillo, qua la ‘i’ ci va, ma in ciliegie? Eh?”. Ho tuttora dei dubbi, con ciliegie.
Se la domanda è: oggi scioperi?
Ci sono stati dei momenti della mia vita che mi hanno realmente traumatizzato: uno di questi è stato quando mia madre ha dato via tutti i miei Lego. Da questo capite che la mia vita, tutto sommato, non è stata così terribile, per fortuna. Comunque quel giorno mia madre mi disse che c’erano dei bambini poveri a cui i miei Lego (che effettivamente non usavo più) avrebbero fatto piacere: la mia inclinazione al socialismo si incrinò, quel pomeriggio.
Be’, rivedere le istruzioni per montare la Stazione è stato realmente emozionante: leggo sul sito che era il 1986 quando l’ebbi in mano per la prima volta, con tanto di garruli vigili (2) e segretaria solerte (1), i pupazzielli che abitavano l’edificio. E ricordo ancora l’emozione di montare le saracinesche, fatte di listelli di plastica colorata: all’epoca quello era un pezzo sofisticato, quasi di design, da maneggiare con cura. “Ho la saracinesca trasparente che si apre davvero!”


E, come da diversi anni a questa parte, anche io me ne vado in vacanza ad agosto. Gas e acqua spenti, allarme inserito, valigia pronta, libri e film scelti. Si va nell’antica Lesina, provando a fare una capatina anche a Zara, Spalato, Dubrovnik e Mostar. Ma soprattutto si spegne quasi tutto per un po’.
Lo so, lo so: mettere i dischi è qualcosa di talmente divertente che chiamarlo lavoro è esagerato. Però rientra in quelle categorie di attività legate a orari, obblighi e comportamenti che è assimilabile a un lavoro.