Ferie d’agosto
E, come da diversi anni a questa parte, anche io me ne vado in vacanza ad agosto. Gas e acqua spenti, allarme inserito, valigia pronta, libri e film scelti. Si va nell’antica Lesina, provando a fare una capatina anche a Zara, Spalato, Dubrovnik e Mostar. Ma soprattutto si spegne quasi tutto per un po’.
Come al solito, il blog festeggia il suo ottavo compleanno tra una decina di giorni, in contumacia: gli auguri sono graditi, regali e torte anche, ma al mio ritorno su queste pagine. Tra un po’. Senza fretta, né date precise.
Buone vacanze a tutti!
Lo so, lo so: mettere i dischi è qualcosa di talmente divertente che chiamarlo lavoro è esagerato. Però rientra in quelle categorie di attività legate a orari, obblighi e comportamenti che è assimilabile a un lavoro.
Mi parlano spesso di
Tutto ciò mi preoccupa in maniera inversamente proporzionale a quanto mi sorprende: non c’è neanche l’idea, molto radicata nella tradizione americana, più che anglosassone in genere, del miglioramento del proprio stato attraverso l’impegno, il lavoro, la dedizione. No: il miglioramento è possibile unicamente se interviene un deus ex machina, che si Xbit o Alessandro Borghese poco importa. Meglio ancora se questo fattore esterno interviene in un ambiente già pieno di soldi.

Vedo avvicinarsi le vacanze, ma con gioia mi accingo, questo pomeriggio, all’ultima settimana di conduzione del 