"Good morning, and in case I don't see ya, good afternoon, good evening, and good night!"
Certe volte sogno ad occhi aperti di essere come Truman nel Truman Show. Immagino che tutte le persone che conosco siano comparse in un mondo del tutto artificiale, che i miei movimenti siano controllati, come il resto delle cose che faccio.
Ultimamente penso, però, che gli ascolti vadano male. Vogliono che io faccia un gesto di disperazione inconsulto, imprevisto, proprio come Truman alla fine del film. No, perché non è possibile che una delle espressioni più usate per parlare di questo referendum sia “buon senso”, che abbiano assoldato decine di comparse per darmi volantini su cui campeggiano feti et similia per non andare a votare, che Giovanni Lindo Ferretti spari delle cazzate colossali del genere.
Fate che lo show continui, datemi speranza di un mondo un po’ migliore, sebbene finto. Andate ai seggi, domani o lunedì e votate quattro sì. Altrimenti mi toccherà andarmene.



Fondamentalmente una capanna e un tavolino deserti, molto simili come atmosfera al campeggio “Crystal Lake” di Venerdì 13. “Ma perché ‘Regina del bosco’?” ha chiesto un malcapitato. L’abbiamo capito subito. Il nome derivava dalla specie dominante dell’area, la zanzara tigre. Siamo stati immediatamente attaccati da decine di insetti, che hanno tentato di pungerci ovunque, infilandosi sotto i pantaloni e sbattendosene allegramente della Convenzione di Ginevra. “Ripieghiamo”, ha ordinato la nostra guida tenendo alta la sua Luger e facendo dietro front.




