Dagli archivi: Cesare Malfatti – Una mia distrazione
Cesare Malfatti – Una mia distrazione (Adesiva Discografica), 22 novembre 2013
7,5

Mentre scriviamo queste righe, Cesare Malfatti ha raccolto su Musicraiser quasi tutto il necessario affinché il suo ultimo album sia distribuito nei negozi, in cd jewelpack. Già, perché dal novembre del 2013 il cd di Una mia distrazione è acquistabile direttamente sul sito di Malfatti, in un formato particolare, sottovuoto, insieme a 9 cartoline: sul fronte fotografie scattate dallo stesso ex-La Crus nel corso degli anni, sul retro i testi, firmati da Luca Lezziero e Vincenzo Costantino Cinaski. Concepito insieme al pianista Antonio Zambrini e registrato (in pochissimo tempo) anche con Matteo Zucconi (contrabbasso), Riccardo Frisari (batteria) e Vincenzo di Silvestro (che suona tutti gli archi), quello di Malfatti è un disco raffinatissimo negli arrangiamenti che tendono spesso al jazz, e non per caso considerando il curriculum di Zambrini e degli altri collaboratori. Una soluzione che, sposata alla dolcezza delle melodie e all’inconfondibile voce leggera e quasi sussurrata di Malfatti, fa pensare (in molte ariose e lievi aperture) al lavoro fatto da Kirby e Harris sulle partiture di archi e piano dei primi due dischi di Nick Drake. Una mia distrazione suona diverso da ogni cosa pubblicata da Malfatti in passato: che rimanga, appunto, solo una distrazione, o indichi una nuova strada, è comunque un album curatissimo, delicato e prezioso.
Recensione pubblicata originariamente sul numero di maggio 2014 de Il Mucchio Selvaggio
Nel dicembre 2010 TomDicillo scrive sul suo blog: “Quando mi sono svegliato stamane ho scoperto che When You’re Strange ha ricevuto una candidatura ai Grammy. La categoria è video di lungo formato (dvd), il che va bene, sebbene sia stato concepito, prodotto e distribuito come film”.
Una delle band più importanti e influenti della storia dell’hardcore celebra nel 2011 due anniversari: trentacinque anni dalla fondazione e dieci dallo scioglimento. Stiamo parlando dei Black Flag, che nel lasso intercorso tra il 1976 e il 1986 diedero davvero una spinta notevolissima all’undereground culturale statunitense e non solo.
Il regista e giornalista inglese Nick Broomfield ha diretto nel 1998 Kurt and Courtney. Stimolato dai misteri legati alla fine del leader dei Nirvana, Broomfield va per conto della BBC negli Stati Uniti occidentali, tra California e Washington, per capire che è successo davvero.
Nel 2004, invece, nel decennale della morte, esce il cofanetto With the Lights Out: in tre cd e un dvd si mette in luce il lato inedito della musica dei Nirvana.
Infine, Kurt Cobain: about a son. Diretto da A.J. Schnack nel 2006, è un documentario bellissimo.
Look up here, I’m in heaven









