Dieci anni di cinema, sciocchezze, pretese culturali e premi
Una delle cose più divertenti della trasmissione radiofonica Seconda Visione è la consegna dei premi relativi ai film visti, alla chiusura della stagione. Questa sera, dalle 2230, c’è il Gran Galà 2011, con ospiti illustri, cotillon, rulli di tamburi e tappeti rossi, ma in più ci sono due nuove categorie di premio, create apposta per il decennale.
Scoprite tutto sul blog della trasmissione e votate: tanto, come amiamo dire, abbiamo già deciso tutto. Ma l’importante (per tutti) è partecipare, no?
Nella foto: il temutissimo premio Cesso d’Oro, dedicato al peggior film della stagione.

Quindi, domani inizia la maturità. Quest’anno sono quindici anni che mi sono diplomato: ricordo molto bene alcune cose degli esami, altre un po’ meno. Ma ho due riferimenti assoluti: uno di cui ho in mente ogni particolare, l’altro che, invece, è stato completamente cancellato.
Quello che ho totalmente rimosso, invece, è stato il compito di matematica. Ho fatto il Liceo scientifico e, verso la fine del triennio, complice anche la coeva canzone dei Rage Against the Machine, pensavo che avere fatto matematica fosse stato il modo migliore per mettere in pratica il “Know Your Enemy” di Zack de la Rocha e soci. Nonostante questo atteggiamento spavaldo, sono morto d’ansia prima di ogni compito di matematica dei cinque anni del liceo: dato che ricordo bene quella sensazione letale ancora oggi, mi domando spesso come accidenti abbia affrontato il compito di matematica dell’Esame di Stato. Eppure anche quello è andato bene. Ma non ricordo nulla, niente, se non una parabola, non intesa nel senso evangelico né elettrotecnico: la funzione della parabola, quella c’era. Tutto il resto: zero (è il caso di dirlo).


E infine ho fatto la prova dello specchio con 
