Le scoperte che ti cambiano il fine settimana (che sia santo o no)
Ok, è vero che sono stato io a introdurre B. a Perle ai porci, la striscia di Stephan Pastis pubblicata ogni mese da Linus. Ma lei mi ha fatto scoprire i cartoni animati tratti dal fumetto: sono qui.
Passo la Pasqua a vedermeli tutti.
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Nella mail di questo blog è giunta, l’altro giorno, una mail dal titolo altisonante: “TERZA PARTE DEL SEGRETO DI FATIMA”. “Urca”, ho pensato, “finalmente la Chiesa si modernizza e fa spam.” Ma le mie aspettative erano sottodimensionate, infatti a scrivermi è stata la Madonna in persona, tramite il
Ma attenzione: la mail dice “Messaggio donato attraverso il gruppo dell’amore della Santissima Trinità”. Niente da fare: la Madonna ha delle preferenze e le dimostra pure. Per conoscere i suoi pensieri non possiamo che iscriverci ad una volgarissima newsletter. Nel seguito della mail la preferenza della Vergine per il paesino del salernitano viene riportata nel messaggio per il decennale dell’apparizione. In questa mail, missiva, lettera?, datata 4 luglio 2010, “decimo anniversario della prima manifestazione” (ma non era del 1985 la prima?), si racconta tramite l’uso quasi teatrale di parentesi e corsivo, qualcosa di incredibile.
In search of…
Si comprende, quindi, che ciò che interessa a Jackson è l’indagine sull’uomo: forse per questo è uso mettere in ogni sua mostra uno scatto che lo raffigura cadavere, con una didascalia che reca l’età a cui è avvenuto il decesso, cioè quella della mostra stessa. Questo levarsi di torno può essere visto come un fare tabula rasa per ricominciare, ma anche come un modo per mettersi da parte, per osservare meglio l’uomo eliminando l’impiccio di rischiare di confondere osservato con osservante.
La serata di oggi sarà all’insegna delle commistioni:
Catone&Lorentz, sull’
Sabato si celebra (soprattutto nei Paesi anglosassoni, a dire il vero) il
Di certo il gestore del Music Shop aveva dei suoi gusti precisi, che lo portavano a disapprovare in silenzio molte delle cose che compravo: d’altro canto ero un ragazzino dai gusti (allora come oggi) molto eclettici, che un giorno comprava la cassetta di Icon dei Paradise Lost e qualche giorno dopo cercava A love supreme di Coltrane in cd.
Il secondo, invece, fu lungamente atteso: passavo e ripassavo per vedere se era arrivato (ma vi immaginate una cosa del genere oggi?), finché una volta entrai nel negozio e il gestore lo tirò fuori da una scatola. Il testamento di Kurt Cobain, morto qualche mese prima, era nelle mie mani. Lo portai a casa, lo scartai e venni invaso dall’odore di carta del libretto, ruvido, composto da foto e illustrazioni con i colori saturi, che stridevano con la tristezza del disco.
Vi ho parlato altre volte de “L’ultimo battito”, il racconto scritto per una serata a Modena di un po’ di tempo fa, musicato da Egle Sommacal e, infine, inserito in Attraverso passaggi, un annuario di